Sonno del bambino: le cattive abitudini da evitare

Sonno del bambino: le cattive abitudini da evitare

Arrivato a 3 mesi di vita, il bambino non ha più il bisogno fisiologico di essere nutrito durante la notte ma, ancora a 5 mesi, un discreto numero di neonati ha problemi ad addormentarsi o si risveglia nel bel mezzo della notte. Spesso i genitori, anche se ben intenzionati, danno loro delle cattive abitudini: per fortuna la maggior parte dei disturbi del sonno possono essere risolti in modo relativamente facile, seguendo alcune regole di base. Porre rimedio tempestivamente, però, è importante, perché i problemi di sonno diventano più radicati quando i bambini crescono.

La prima cattiva abitudine da eliminare è quella di permettere al bambino di addormentarsi solo con l’aiuto dei genitori. In molti danno per scontato che cullare il bebè o cantargli la ninna nanna sia sinonimo di una mamma o di un papà amorevole, e queste attività possono essere molto piacevoli per entrambi. Se lasciate sempre che il vostro piccolo si addormenti tra le vostre braccia, quando per qualsiasi motivo si sveglierà durante la notte, si sentirà impotente e piangerà per avere assistenza.

Non è necessario eliminare del tutto i rituali prima del sonno: è per esempio possibile allattare o cullare il bambino finché non arriva una certa sonnolenza, ma è importante metterlo nella culla o nel lettino mentre è ancora sveglio, in modo che l’ultima cosa che veda siano il materasso, il cuscino, le pareti e non voi. Così, quando si sveglierà durante la notte, sarà così abituato a questo ambiente familiare che probabilmente tornerà a dormire.

Se il bambino è già dipendente dalle vostre braccia, però, dovete farvi forza e cercare di togliergli questa cattiva abitudine. Iniziate mettendolo nel lettino e confortandolo per cinque minuti, quindi lasciate la stanza. Se piange, lasciateglielo fare per cinque minuti, poi tornare indietro e calmatelo ma non toglietelo dalla culla. Se inizia a piangere di nuovo, aspettare altri cinque minuti prima di tornare a calmarlo lasciandolo sempre sdraiato. Ripetete questa procedura fino a che non si addormenta da solo, e nelle settimane successive allungate i vostri tempi di reazione al suo pianto.

Per lo stesso motivo non abituate il bambino ad addormentarsi succhiando latte dal biberone, nella stessa maniera, per fargli dimenticare la cattiva abitudine diminuite la quantità di latte piano piano fino ad eliminarlo.

Non portate il bebè nel vostro letto nella speranza di risolvere il problema del sonno: gli studi dimostrano che sia gli adulti che i bambini dormono meglio da soli, inoltre i vostri movimenti involontari disturberebbero il riposo del bambino. Insegnare a vostro figlio a dormire da solo è, poi, una parte importante dell’educazione a separarsi dal genitore senza ansia.

La paura di essere separati dai propri genitori spesso comincia ad affiorare a 6 mesi circa, e può innescare nuovi problemi ad addormentarsi. Affinché non si senta abbandonato, trascorrete 10 o 15 minuti con lui nella stanza prima di andare a dormire, in modo che identifichi la vostra presenza con la camera. Questo tempo di transizione darà anche bambino la possibilità di sentirsi a proprio agio con il suo ambiente. Quando lo mettete a letto, comunque, non lasciatelo mai in fretta, ma passate almeno 5 minuti a parlargli a voce bassa e ad accarezzarlo prima di uscire dalla stanza.

Se, nonostante questi consigli, i problemi di sonno persistono, meglio consultarsi con il pediatra.