Il riposino pomeridiano fa bene ai bambini o no?

Riposino sì o riposino no? E se sì, fino a che età? E quanto dovrebbe durare? Ecco le risposte utili per accompagnare la crescita dei propri bambini.

Torniamo a parlare di sonno dei bambini, questa volta concentrando la nostra attenzione non su quello notturno, ma su quello diurno. Più precisamente sul cosiddetto riposino pomeridiano.

Per molti bambini è un appuntamento fondamentale che definisce la propria routine quotidiana, ma con il passare degli anni diventa spesso più difficile gestirlo. Complice l’inizio delle attività scolastiche e degli altri impegni sportivi e sociali che possono caratterizzare le giornate dei più piccoli (così come l’essere restii ad addormentarsi), per molti genitori sorge il dubbio se il pisolino pomeridiano sia benefico o meno per i propri figli.

O, meglio, qual è l’età in cui dovrebbero smettere per non instaurare un’abitudine che potrebbe rivelarsi controproducente e quanto dovrebbero durare questi riposini.

Il riposino pomeridiano fa bene ai bambini?

Partiamo dal dire che sì, il riposino pomeridiano fa bene ai bambini. In realtà fa bene a tutte le età, considerando come la carenza di sonno (poche ore di sonno, sonno disturbato, addormentarsi in momenti sbagliati della giornata, eccetera) sia un vero e proprio problema di salute tanto per i bambini quanto per gli adulti.

Ci sono decine di studi e ricerche che confermano come questo tipo di sonno, per quanto breve rispetto a quello notturno, sia fondamentale nella prima infanzia. Il riposino pomeridiano, infatti, contribuisce allo sviluppo fisico e mentale dei bambini, anche evitando che questi si stanchino troppo e che arrivino a sera troppo nervosi e agitati compromettendo anche il riposo notturno.

C’è poi l’aspetto, altrettanto fondamentale, legato all’umore. I bambini che saltano il riposino pomeridiano sono più irritabili, ansiosi e scontrosi, incidendo negativamente quindi sia sulla loro serenità che sulle capacità di autocontrollo.

Il pisolino pomeridiano è fondamentale anche per aiutare i bambini a imparare meglio a giocare e a memorizzare così come ad assicurare una buona prevenzione contro l’obesità, in quanto quando sono stanchi tendono a mangiare di più e peggio di quanto invece farebbero da riposati.

Quanto dovrebbe durare il riposino pomeridiano?

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Fonte: iStock

Non ci sono motivi, quindi, per cui i bambini debbano rinunciare al riposino pomeridiano. Ma fino a quando è utile?

Bisogna considerare come ci siano due fattori molto variabili: il temperamento di ogni bambino e l’aspetto socioculturale. L’attenzione verso il riposino pomeridiano, infatti, varia da Paese a Paese, essendoci profondi condizionamenti culturali anche per questo aspetto della vita dei più piccoli. Bisogna poi considerare come ogni bambino abbia un proprio sviluppo e che mediamente tra i 5 e i 7 anni i bambini smettono di fare il riposino pomeridiano.

Questo passaggio avviene gradualmente ed è importante che i genitori riconoscano i segnali che possano indicare come il proprio figlio non abbia più bisogno di questo pisolino. Questa consapevolezza emerge quando ci si rende conto che i bambini faticano a prendere sonno durante il giorno a conferma di come non siano più così stanchi e che quindi tale riposino si rivelerebbe inutile.

Parallelamente il riposino pomeridiano quando non è più fisiologicamente utile può modificare la qualità del sonno notturno, portando il bambino a fare fatica a prendere sonno e a svegliarsi prima del solito, proprio perché riposato.

Infine l’indicatore più chiaro è quello legato ai segni di sonnolenza. Se il bambino è sereno, felice e giocoso e non mostra i classici segnali di stanchezza, non vi è motivo di forzarlo e costringerlo a fare il riposino e iniziare a valutare di abbandonare completamente questa abitudine.

Anche sulla durata del riposino pomeridiano bisogna fare alcune distinzioni, principalmente in relazione all’età del bambino. Se per i neonati è probabilmente scorretto parlare di riposini pomeridiani in quanto l’intera loro giornata è caratterizzata da ore di sonno e di veglia e considerando come arrivino a dormire anche fino a 18 ore al giorno, tutto cambia con la fine della fase neonatale, quindi dal 4-6 mese fino al primo anno.

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In questa fase i bambini hanno riposini che possono durare da 30 minuti a due ore. Durante il primo anno di vita (e indicativamente prima del secondo) la maggior parte dei bambini passa da due riposini (uno diurno e uno pomeridiano) a uno che generalmente si verifica nel primo pomeriggio e che può durare anche fino a 3 ore.

In età prescolare, quindi dopo i 2 anni, inizia la grande variabilità per qual che riguarda il riposino pomeridiano, tanto che ci sono bambini che possono non averne bisogno. Soprattutto con il passare degli anni, specialmente se il sonno notturno è duraturo (tra le 11 e le 13 ore), il riposino pomeridiano potrebbe diminuire di durata o sparire del tutto.

Dopo i 5 anni, come detto, la maggior parte dei bambini non dorme più il pomeriggio ma chi riesce a concedersi questo momento di riposo, anche solo della durata di 30 minuti, ottiene grandi benefici, specialmente per quel che riguarda l’umore, la concentrazione e l’energia da dedicare alle attività che svolgono. Per questo motivo un breve riposino nel pomeriggio può rimanere un’abitudine sana anche per i bambini più grandi.

5 consigli per il miglior riposino pomeridiano

Il sonno dei bambini è spesso complicato e anche se sono stanchi diventa difficile farli addormentare. Scopriamo alcuni pratici consigli per accompagnare i bambini in questa fase della loro crescita e vivere serenamente il momento del riposino pomeridiano.

1. Aspettare che siano stanchi

Quando mettere a dormire il bambino? Più che rispettare il minuto esatto è preferibile osservare il bambino e attendere che inizi a dare i primi segnali di stanchezza. È preferibile fargli fare il riposino pomeridiano quando è sì stanco, ma non esausto, in quanto più è stanco e più è irritabile e potrebbe non solo fare fatica (e metterci di più) a prendere sonno, ma anche avere un sonnellino poco sereno e benefico.

2. La qualità dell’ambiente

Crescendo i bambini necessitano di un ambiente adeguato per i loro riposini. La stanza deve essere areata, fresca e tranquilla per consentire al bambino di rilassarsi e addormentarsi. Questo significa che non devono esserci distrazioni, acustiche e luminose, che possano distrarlo e impedirgli di prendere sonno.

3. Creare l’atmosfera giusta

Il sonno è per i bambini un momento particolare: ne hanno bisogno ma spesso sono riluttanti anche perché, specialmente quelli più piccoli, lo vivono come un momento di abbandono e separazione da parte dei propri genitori. Per questo può essere utile organizzarsi per tempo e far rilassare il bambino creando un’atmosfera di coccole durante la quale raccontare una storia, leggere un libro, mettere una musica di sottofondo e qualsiasi cosa possa aiutarlo a rilassarsi.

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4. Pisolino nel primo pomeriggio

Ogni bambino ha i suoi ritmi e i suoi orari, ma è preferibile fargli fare il riposino pomeridiano nel primo pomeriggio, in modo da bilanciare le ore di veglia con quelle di riposo anche in rapporto all’ora in cui solitamente il bambino va a dormire la sera.

5. Un continuo cambiamento che necessita di stabilità

Il consiglio più importante per tutti i genitori è quello di avere pazienza e accompagnare una delle tante fasi di cambiamento che i bambini vivono e che necessità di stabilità. I bambini hanno bisogno di ritmi regolari che spesso vengono sballati da tutti i cambiamenti e le novità che vivono in maniera rapida e intensa nel corso dei primi anni di vita. Riuscire ad aiutarli, perché di questo si tratta, a non rinunciare al riposino pomeridiano è quanto di più importante si possa fare per assicurargli una crescita sana e tranquilla.

Articolo originale pubblicato il 17 maggio 2022

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  • Bambino (1-6 anni)