Bronchiolite: come curarla nel neonato

Bronchiolite: come curarla nel neonato

Cos’è la bronchiolite e come curarla nel neonato?

La bronchiolite è una delle affezioni respiratorie più frequenti nei neonati e nei bambini piccoli. Si tratta di una infezione virale che comporta un accumulo di muchi all’interno dei bronchioli, con possibile ostruzione e quindi difficoltà di respirazione (dispnea) soprattutto nei bambini più piccoli. La bronchiolite nel neonato è di solito causata da uno dei diversi virus del comune raffreddore, ma può anche associarsi a sovra-infezioni batteriche. I sintomi della bronchiolite sono, per lo meno agli esordi, gli stessi del raffreddore: starnuti, naso chiuso, muco etc. In una fase successiva compaiono di solito la tosse, che può essere anche molto intensa, ed eventuali difficoltà respiratorie, con sibili e tachipnea (accelerazione del ritmo respiratorio). Nel neonato, la bronchiolite si caratterizza spesso per una sorta di “rientramenti” della pelle sulle costole durante i movimenti respiratori. Sempre a causa della difficoltà di respirazione, il bambino tende ad allargare le narici nell’atto di inspirare. Inappetenza e debolezza possono essere altri sintomi, mentre la febbre è meno frequente.

Come si cura la bronchiolite nel neonato?

Il trattamento della bronchiolite nel neonato prevede innanzitutto misure a supporto della respirazione: lavaggi nasali con soluzione fisiologica, aspirazione dei muchi, assunzione di posture più confortevoli durante il sonno, per esempio sollevando leggermente la parte della culla o del lettino al di sotto della testa del bambino. Le situazioni più gravi, valutate anche misurando la concentrazione di ossigeno nel sangue mediante un saturimetro, richiedono il ricovero e il trattamento con ossigenoterapia o addirittura intubazione e ventilazione. Il pediatra, inoltre, valuterà la somministrazione di broncodilatatori per aerosol o di altri farmaci, che vanno sempre e solo dati attenendosi scrupolosamente alle indicazioni mediche. Trattandosi di una infezione virale, gli antibiotici sono generalmente inutili, a meno che non siano presenti sovra-infezioni batteriche come bronchite o polmonite, che dovranno in ogni caso essere diagnosticate dal medico. Se presente la febbre, occorre somministrare un antipiretico (paracetamolo o ibuprofene) per abbassare la temperatura.

Cosa fare nei casi di bronchiolite

In generale, in presenza di affanno occorre monitorare il numero dei movimenti respiratori che il bambino compie in un minuto: se supera una certa soglia, che varia in base all’età, è indispensabile rivolgersi al pediatra o al pronto soccorso pediatrico (una frequenza respiratoria superiore a 70/minuto richiede normalmente un ricovero). Se un lattante non riesce ad alimentarsi, appare cianotico, ha un forte affanno, dilata le narici o respira in modo rumoroso, oppure se quando respira la sua pelle “affonda” tra le costole, è importante portarlo subito dal medico, soprattutto se il bambino ha meno di tre mesi. Il quadro clinico, nella bronchiolite, può cambiare molto repentinamente, quindi è fondamentale non sottovalutare i sintomi, soprattutto in bambini di pochi mesi.

Occhio all’alimentazione

Un altro aspetto da considerare nei casi di bronchiolite del neonato è il rischio che il lattante non riesca ad alimentarsi e idratarsi a sufficienza, a causa della difficoltà di succhiare e nutrirsi. È importante, in quest’ottica, cercare di offrire pasti di latte piccoli e frequenti, e mantenere il bambino in posizione verticale o semisdraiata durante la poppata. Aspirare le secrezioni nasali prima di offrire il seno o il biberon può aiutare il neonato affetto da bronchiolite ad alimentarsi con meno difficoltà.