Come rimanere incinta: consigli e miti da sfatare

Cosa serve e cosa non serve per rimanere incinta e quali sono i metodi per calcolare il proprio periodo fertile, tra consigli utili e false credenze popolari.
Come rimanere incinta: consigli e miti da sfatare

Quando una coppia decide di avere un bambino inizia a porsi molte domande e a interrogarsi sulle misure da adottare per favorire l’arrivo di una gravidanza. Tra metodi dall’efficacia provata e altri che riservano risultati discutibili, vediamo insieme cosa aiuta e cosa invece non serve particolarmente per aiutare il concepimento.

Come rimanere incinta: avere uno stile di vita sano

Prima di tutto, per aumentare le probabilità di restare incinta è importante adottare uno stile di vita sano: sono banditi in primo luogo alcol e fumo (per non parlare delle droghe), che non solo possono compromettere lo sviluppo del feto durante la gravidanza ma rallentano il concepimento e riducono la fertilità della donna e dell’uomo.

Anche il cibo e la forma fisica sono elementi importanti per chi ricerca una gravidanza: peso eccessivo o eccessiva magrezza possono causare alterazioni del ciclo mestruale e quindi ridurre la possibilità di concepire. La dieta dei futuri genitori (sì, entrambi) dovrebbe essere il più possibile completa, ricca di fibre e povera di grassi. Non solo: anche prima del concepimento è consigliabile per la donna iniziare ad assumere acido folico, alleato fondamentale per il corretto sviluppo del bambino. Mantenere il proprio corpo allenato (pur senza esagerare) è un altro passaggio importante per chi cerca una gravidanza.

Come rimanere incinta: conoscere il proprio periodo fertile

Oltre al benessere fisico per la donna alla ricerca di una gravidanza è utile anche conoscere il proprio periodo più fertile, che va in genere da cinque a sette giorni prima dell’ovulazione e fino ai due-tre giorni seguenti. Per riconoscere tale finestra temporale è possibile osservare i cambiamenti del corpo: a partire da quelli del muco cervicale, che tende a farsi più fluido e trasparente nei giorni che precedono l’ovulazione, ma anche la temperatura basale (quella cioè misurata a riposo), che tende ad alzarsi intorno alla metà del ciclo mestruale, in concomitanza con l’ovulazione.

Non è un metodo particolarmente affidabile, invece, quello che prevede di “contare” i giorni che intercorrono tra una mestruazione e l’altra, poiché la durata delle diverse fasi del ciclo di una donna è molto variabile. Anche i test per l’ovulazione possono aiutare a riconoscere il periodo più fertile per chi cerca di concepire un figlio.

Come rimanere incinta: i rapporti mirati servono davvero?

Quello che viene comunemente inteso come periodo fertile non è l’unico momento in cui la donna può rimanere incinta: le variabili, come anticipato, sono diverse, e il ciclo mestruale può subire variazioni improvvise anche nelle donne più “regolari”.

Avere rapporti sessuali completi e non protetti durante i giorni fertili aumenta sicuramente la probabilità di una gravidanza. Sulla frequenza dei rapporti, invece, gli studiosi hanno rilevato come la “quantità” dei rapporti non influisce particolarmente sulla probabilità di concepire, al contrario, un’eccessiva frequenza di rapporti diminuisce la densità degli spermatozoi nel liquido seminale. Per aiutare l’arrivo di una gravidanza è utile avere rapporti più frequenti durante i giorni fertili. Non esiste una “posizione” da privilegiare rispetto a un’altra per aiutare il concepimento: anzi, vivere i rapporti e, in generale, la ricerca di una gravidanza con il minore stress possibile può risultare il metodo migliore.

Come rimanere incinta: i falsi miti da sfatare

Anche il consiglio di assumere particolari posizioni dopo il coito sembrerebbe privo di fondamento scientifico, anche se gli esperti consigliano alle donne, dopo l’eiaculazione dell’uomo, di restare sdraiate qualche minuto per evitare la fuoriuscita del liquido seminale dal proprio corpo.

Tra le “bufale” inerenti la gravidanza si trova, dura a morire, quella che sostiene l’impossibilità di rimanere incinta durante il primo rapporto sessuale: non è così, anzi, è possibile l’instaurarsi una gravidanza anche con il rapporto sessuale con cui si perde la verginità.

La gravidanza non arriva: cosa fare?

Ci vogliono in media dai 3 ai 12 mesi per concepire un figlio, in assenza di particolari disturbi o patologie pregresse. Dopo 12 mesi di rapporti mirati che non vadano a buon fine (oppure dopo 6 mesi, per le donne con più di 35 anni), la coppia può rivolgersi a un ginecologo, che consiglierà una serie di esami per valutare eventuali problemi di fertilità. Solitamente si parte da test meno invasivi, detti di primo livello: analisi dei livelli ormonali nel sangue, ecografia pelvica, conta spermatica.

In un secondo momento si passa a test più approfonditi, come l’isterosalpingografia, che consiste in una ispezione di utero e tube mediante iniezione di un mezzo di contrasto per rilevare eventuali disturbi dell’apparato genitale. Se i test rilevano disturbi dell’apparato riproduttivo dell’uomo o della donna la coppia può anche decidere, laddove possibile, di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Prima di rimanere incinta: gli esami da fare

Per la coppia che vuole cercare una gravidanza è utile fare alcuni esami preconcezionali per valutare lo stato di salute dei futuri genitori. Alla donna in particolare possono essere prescritti alcuni esami di screening, come il pap-test e gli esami del sangue, oltre ai test per rilevare la presenza di infezioni da virus come rosolia e toxoplasmosi che possono rivelarsi pericolosi se contratti durante la gravidanza.