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5 sport sconsigliati in gravidanza

Mantenersi attive quando di aspetta un bambino è di norma una buona abitudine. Quando tutto procede senza intoppi e in modo fisiologico, infatti, lo sport in gravidanza non solo aiuta a tenere sotto controllo il peso e a preparare il corpo al parto, ma giova anche all’umore della futura mamma, con un beneficio anche per il feto. Soprattutto chi era abituata a praticare un’attività sportiva anche prima del test di gravidanza, non avrà grossi problemi a continuare l’allenamento, ma in ogni caso è sempre indispensabile rivolgersi al ginecologo o all’ostetrica prima di cominciare o riprendere qualsiasi tipo di esercizio fisico.

Se in generale l’attività fa bene alle donne in attesa, esistono, per ragioni diverse, alcuni sport sconsigliati in gravidanza.

Sci nautico
Si tratta di un’attività a forte rischio di trauma, e pericolosa soprattutto per le sollecitazioni a carico della zona pelvica. Per ragioni analoghe, meglio evitare anche il surf, che può esporre mamma e bambino a rischi eccessivi. Meglio senz’altro preferire uno sport sempre acquatico, ma più tranquillo, come l’acquagym o il nuoto.

Subacquea
La comunità scientifica è unanime nello sconsigliare le immersioni subacquee alle donne in gravidanza. In questo caso il rischio maggiore è dato dalla formazione di bolle a livello dell’arteria ombelicale e, in generale, dalla possibilità di una scarsa ossigenazione o altri danni a carico del feto. I rischi sono inferiori per le immersioni entro i 18 metri di profondità, ma in ogni caso è più sicuro astenersi completamente, rimandando l’attività subacquea al termine dell’allattamento.

Alpinismo
L’alpinismo non è di per sé uno sport sconsigliato in gravidanza, specie se la futura mamma è in buona forma fisica ed è abituata a scalare. Alcuni rischi, tuttavia, esistono, soprattutto nei primi mesi della gravidanza, quando una ossigenazione carente può causare danni anche gravi a carico del feto. Al termine della gestazione, invece, l’aumento di volume uterino può affaticare la madre e rendere problematica la respirazione. Statisticamente, infine, i problemi maggiori si riscontrano quando la permanenza in quota si protrae per molte settimane e quando l’altitudine è particolarmente elevata (superiore ai 2.500 metri). L’effettiva opportunità di praticare o meno alpinismo in gravidanza andrà dunque valutata sulla base di diversi fattori contingenti: condizioni della donna, altitudine, epoca gestazionale etc.

Sci e slittino
In questo caso, meglio essere prudenti e astenersi, non solo per il rischio di incidenti e traumi potenzialmente letali per il feto, ma anche perché la crescita del pancione tende a sbilanciare sempre più il baricentro materno, creando qualche difficoltà di equilibrio e modificando la postura.

Equitazione
Oltre al rischio di caduta, in questo caso il problema principale è rappresentato dai salti e dalle sollecitazioni importanti a carico del bacino, un rischio che in realtà riguarda anche la corsa, a meno che la futura mamma non sia già abituata a questo tipo di esercizio. In entrambi i casi, comunque, è indispensabile chiedere un parere medico prima di riprendere l’attività sportiva una volta scoperto lo stato interessante.

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