“Essere mamma significa che non sei mai sola, mai, hai compagnia quando vai in bagno, sotto la doccia, quando cerchi di mangiare o quando tenti di riposare, mentre pulisci o ti vesti e spesso anche quando hai bisogno di un minuto di silenzio per ritrovare te stessa – probabilmente devi farlo con un bambino addosso…”

Quante mamme si possono ritrovare in questa considerazione? Tutte, probabilmente. La sensazione di essere sempre “seguita” da un umano in miniatura (o più di uno…) pronto starti appiccicato in ogni angolo della casa, a non lasciarti un attimo di tregua e con un tempismo perfetto per svegliarsi urlando esattamente nel momento in cui stai (finalmente) iniziando a occuparti di altro.

Come spesso succede, i social, oltre a essere vetrina di attimi di perfezione (reale o, spesso, solo apparente), sono anche un luogo in cui ci si trova a leggere le storie di sconosciuti che si trovano magari dall’altra parte del mondo, che suonano però incredibilmente vicini. Così il post sulla maternità “vera” pubblicato da Sara Celina, blogger norvegese, ha raccolto in poco tempo commenti di mamme di ogni parte del mondo.

“Alcuni giorni – scrive Sara – anche se non sono mai sola fisicamente mi sento sola mentalmente, come se stessi facendo la stessa cosa ancora, e ancora, parlare a mini persone che parlano una lingua diversa dalla mia, che hanno bisogno della mia attenzione anche se spesso mi dimentico di me stessa e mi sento completamente sola, tra il cambio pannolini e un caffè ormai freddo”.

Avere dei figli molto piccoli non è un’occupazione part time, è una condizione totalizzante, soprattutto durante la maternità obbligatoria, ma non solo. Ed è normale, ricorda Sara, sentirsi soli.

Però non sono sola, e nemmeno voi lo siete. Non dobbiamo amare ogni cosa, non dobbiamo amare i giorni in cui ci sentiamo prosciugate mentalmente e fisicamente. Chi di noi ama la privazione di sonno? Nessuno. Chi di noi ama girare con la cacca dei bambini o farsi rigurgitare sulla maglietta? Nessuno. Chi di noi ama passare dei giorni senza farsi una doccia? Nessuno. Questo non ci rende dei cattivi genitori, ci rende umani. Fare i genitori è difficile, non dobbiamo amarlo tutto il tempo, e penso sia importante parlarne.

Il post di Sara ha raccolto centinaia di commenti. Una mamma ha risposto: “Abbiamo bisogno di più persone come te che mantengono reale la vita delle mamme. Queste settimane per me sono state dure con un figlio di 11 anni che sta preparando gli esami di scuola, uno di 9 anni e uno di 6 mesi e sono malatissima di tonsillite!” Un’altra mamma ha scritto: “Mi concedo di non amare ogni giorno, di essere a volte meno paziente, più stanca e più sconvolta. Non mi sento in colpa, perché questo non cambia l’amore che provo per mio figlio. Sono solo umana”.

Su Instagram Sara racconta la propria maternità e quella di molte mamme, senza dimenticare i cambiamenti che interessano il corpo di una donna durante la gravidanza. In un altro post scrive:

Cosa ti dà una gravidanza? Smagliature, pelle flaccida, aumento di peso, perdita di capelli, seno floscio? Oppure ti dà un figlio? Sono probabilmente vere entrambe le cose, ma su cosa dovremmo concentrarci? Voglio dire… hai appena fatto un bambino, hai fatto 10 dita dei piedi e 10 delle mani, un piccolo nasino, hai appena creato una persona, hai fatto tutto questo. È davvero raro rimanere come si era prima, è normale invece cambiare, e allora perché la società ti fa vergognare di questo cambiamento?

Per questo Sara invita “a riportare l’attenzione su quello che i nostri corpi hanno fatto, su quello di cui sono capaci – e essere dannatamente orgogliose di come appariamo a causa sua. Portate lì l’attenzione, non lasciate che nessuno vi faccia credere altro”.

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