Doppio cognome ai figli in Italia: cosa dice la legge? - GravidanzaOnLine

Doppio cognome ai figli: si può?

La possibilità di dare il doppio cognome al proprio figlo è ormai realtà. Ma cosa dice la normativa in merito? Quali documenti presentare? E quali sono, invece, i casi eccezionali?

Il punto è semplice: il doppio cognome è ormai realtà. Una sentenza della Corte Costituzionale, in merito a una precisa richiesta di una coppia italo-brasiliana residente a Genova, ha accolto la possibilità di dare al bambino anche il cognome della mamma, oltre a quello del papà.

Accadeva l’8 novembre 2016 e nel frattempo la “battaglia del nome materno” è stata portata avanti, da parte di persone che vogliono trasmettere al proprio figlio anche il cognome della madre, oltre il solito patriarcato.

Ma a che punto siamo oggi? La sentenza è diventata legge? E come si applica? Chiariamo tutti i punti.

Doppio cognome: cosa dice la legge?

In realtà la legge non dice nulla perché non esiste una normativa che regola la possibilità di dare il doppio cognome a un bambino appena nato o adottato. Il riconoscimento è attuabile grazie alla sentenza della Corte Costituzionale.

In sostanza la Consulta ha dichiarato che non esiste una disposizione di legge che imponga di dare al figlio il cognome del padre ma che ciò è desumibile da alcune norme del codice civile e da quelle relative all’Ordinamento dello Stato civile, come leggiamo nel dispositivo.

La corte è stata dichiarata l’illegittimità dell’articolo 262, in cui si affronta il tema relativo al cognome del figlio nato fuori dal matrimonio, in cui si permette ai genitori naturali di trasmettere al figlio anche il cognome materno, ma solo se in comune accordo. Tutto ciò è possibile al momento della nascita o dell’adozione.

Non essendoci una legge che regolamenta questa procedura, tutto è piuttosto vago. Quello che sappiamo con certezza è che i genitori devono essere d’accordo, che è l’unico requisito per poter registrare il bambino con il doppio cognome. Se non c’è l’accordo, si procederà come sempre, ovvero esclusivamente il cognome del padre o del genitore naturale che lo riconosce, se la coppia non è sposata.

Per quanto riguarda l’ordine, invece, il cognome materno segue quello paterno, quindi viene dopo. È considerato, dunque, solamente un’aggiunta.

Dare il doppio cognome al figlio: come fare?

È necessario recarsi all’ufficio di Stato Civile, collocato nel Comune di residenza o nella sede ospedaliera, dove è avvenuto il parto, e dichiarare l’intenzione di entrambi i genitori di voler dare il doppio cognome. Niente di più. Non bisogna presentare documentazioni particolari, né redigere uno speciale accordo e nemmeno un contratto. Basta la manifestazione orale da parte della coppia.

Il bambino sarà quindi registrato con il doppio cognome, prima quello del padre e poi quello della madre, e quando dovrà firmare dovrà riportarli entrambi.

Questa procedura è valida sempre e per tutti: per coppie coniugate, conviventi e vale anche per figli adottati.

È importante ricordare che bisogna avere le idee chiare sull’assegnazione del doppio cognome. Questo perché l’unico momento in cui si può dare è al momento della registrazione dell’atto di nascita.

Nel caso in cui il padre non voglia accordare alla madre di dare entrambi i cognomi al figlio, la donna non può fare nulla in prima battuta. Solo dopo la registrazione può presentare ricorso in Tribunale.

La procedura per assegnare il doppio cognome

La procedura per l’assegnazione del doppio cognome, tuttavia, potrebbe subire delle modifiche in tempi ancora non noti. Se fino ad adesso è stata attuata, tenendo sempre conto del volere dell’uomo, quindi del papà, mettendo da parte la mamma, le cose potrebbero cambiare.

Nel corso del Primo Governo Conte è stata presentata una proposta di legge a riguardo dalla deputata Fabiana Dadone. L’intento della politica di impronta pentastellata, che intanto è diventata ministra della Pubblica Amministrazione con il nuovo esecutivo, è quello di legittimare la regolamentazione sul doppio cognome.

La Legge, secondo Dadone, deve dare organicità all’intera materia, regolarne ogni passaggio e possibilità e, quindi, parificare il cognome materno e quello paterno consentendo una vera scelta.

La sua proposta aveva riscosso consenso, ma l’iter non è stato concluso. L’obiettivo oggi è di completare questa procedura, per chiarire tutti i dettagli e le casistiche legate al doppio cognome al bambino.

Inoltre, ricordiamo, questa possibilità che in Italia sembra ancora lontana, nonostante i primi timidi passi fatti nel 2016, è già legge in altri Paesi della nostra Europa. In Spagna i genitori si possono persino accordare sull’ordine dei cognomi, mentre in Francia è possibile darne anche solamente uno, o paterno o materno, oppure entrambi.

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