Parto cesareo, come avviene e quali sono i rischi - GravidanzaOnLine

Parto cesareo, come avviene e quali sono i rischi

Il parto cesareo (o taglio cesareo) è una pratica sempre più diffusa: indicazioni, benefici e rischi rispetto al parto naturale.

Il parto cesareo (o taglio cesareo) è l’intervento operatorio che permette l’estrazione del feto attraverso un’apertura ottenuta chirurgicamente nelle pareti addominale e uterina.

Si tratta di una pratica chirurgica che risale a tempi molto antichi: durante l’epoca romana nel caso in cui una donna morisse durante il travaglio (un’eventualità non rara date le condizioni sanitarie del tempo) si praticava un taglio che per la legge Cesarea (da “caedo”) era obbligatorio per salvare il bambino.

Una tecnica innovativa che consentiva di salvare la vita della donna sottoposta a taglio cesareo fu introdotta nella seconda metà dell’Ottocento, quando si iniziò a estrarre l’utero durante l’intervento. Si poteva così salvare la donna, che però non poteva più avere figli. Solo all’inizio del Novecento venne introdotta la tecnica che si utilizza ancora oggi, che prevede l’incisione dell’utero tramite un taglio trasversale.

Oggi il parto cesareo è considerato sicuro, anche se dovrebbe essere limitato a casi in cui ce n’è un reale bisogno. Al contrario, sempre più spesso si praticano cesarei anche quando non necessari.

La frequenza del taglio cesareo nei paesi industrializzati ha infatti da anni un andamento in ascesa. In Italia il ricorso al taglio cesareo è in continuo aumento, ma la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità dovrebbe essere inferiore al 15%. Il parto, sottolinea l’Oms, è un evento naturale, ma aumenta la tendenza a trasformarlo in un intervento chirurgico: in molti casi le donne partoriscono con il taglio cesareo senza un reale vantaggio per la sua salute o quella del nascituro. Vediamo quali sono invece i casi in cui è indicato il parto cesareo.

Quando è necessario fare un taglio cesareo

Ci sono alcuni casi specifici in cui il parto cesareo è necessario o comunque preferibile per tutelare la salute della mamma e del bambino. In alcuni casi, addirittura, il parto cesareo viene programmato alcune settimane prima. Questo accade ad esempio, come indicano le Linee guida del Ministero della Salute:

  • se la donna soffre di placenta previa
  • se il feto è particolarmente grande (superiore a 4,5 kg) e la donna soffre di diabete

Il parto cesareo è da preferire poi anche in altri casi:

  • se il feto è in posizione podalica: l’immissione nel canale vaginale deve avvenire dalla testa. Il feto si mette in posizione cefalica già dal  ma quando il feto presenta i piedi verso il basso è necessario praticare un cesareo
  • se la gravidanza è gemellare e i feti condividono il sacco amniotico
  • se la donna è affetta da Hiv (ma solo oltre una certa carica virale)
  • se il bacino della donna è troppo stretto

Anche se il parto inizia naturalmente, poi, il cesareo può rendersi necessario quando il travaglio si protrae eccessivamente o se insorgono complicazioni come l’insofferenza fetale.

Parto cesareo: come si svolge l’intervento

Sebbene spesso il taglio cesareo rappresenti un intervento d’urgenza e il tempo disponibile per la preparazione della paziente sia limitato, il medico prima dell’operazione procede a un esame clinico degli apparati respiratorio e circolatorio, a un esame delle urine e del sangue della gestante.

Questi controlli possono mettere il medico in guardia contro eventuali pericoli per la madre e gli forniscono anche indicazioni sul tipo di anestesia da adottare. Il cesareo si svolge in anestesia che interessa gli arti inferiori, pertanto la donna rimane cosciente durante l’operazione.

Dopo avere praticato l’anestesia il medico – sempre monitorando i parametri vitali della donna e del bambino – pratica un’incisione di una decina di centimetri poco sopra il pube (e al di sotto dell’ombelico), da dove procede con l’estrazione del bambino e quindi con il taglio del cordone ombelicale.

Il taglio cesareo è più sicuro del parto naturale?

Non ci sono prove che il taglio cesareo, in assenza di condizioni cliniche che ne giustifichino l’esecuzione, sia più sicuro per la salute della mamma e del neonato rispetto al parto naturale. Occorre infatti ricordare che il taglio cesareo è un intervento chirurgico e solo in caso di appropriata indicazione medica è in grado di garantire benefici superiori ai potenziali rischi che inevitabilmente comporta.

Nell’ultimo cinquantennio, il perfezionamento dei mezzi di assistenza, delle tecniche di anestesia, delle trasfusioni sanguigne, l’introduzione dei sulfamidici prima e degli antibiotici poi, hanno determinato un graduale e continuo abbassamento della mortalità conseguente al taglio cesareo, che oggi non supera lo 0,01%. Secondo le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità

Non sono disponibili prove a sostegno di un’associazione tra il maggiore ricorso alla pratica chirurgica e una riduzione del rischio materno-fetale, né tanto meno di miglioramenti significativi degli esiti perinatali. Al contrario, i dati disponibili riportano una più alta mortalità perinatale nelle regioni meridionali del paese, dove la percentuale di tagli cesarei è più elevata.

Valutare con precisione i rischi per il feto nel corso del taglio cesareo non è semplice, poiché dipendono non solo dall’intervento ma anche dal momento in cui viene eseguito e dalla condizione patologica che può richiederlo. Comunque, anche tenendo conto di tutti questi fattori che possono entrare in causa, la mortalità fetale è molto bassa.

Parto cesareo o parto naturale: come decidere?

Durante la gravidanza è importante sfruttare tutte le possibili occasioni di incontro con il medico di famiglia, l’ostetrica e il ginecologo per ottenere informazioni sulle modalità del parto e sul taglio cesareo, basate su conoscenze scientifiche aggiornate. Non esitate a esprimere liberamente eventuali dubbi e preoccupazioni, a farvi illustrare le diverse modalità di parto e a farvi spiegare quella più indicata nel vostro caso.

Se il medico ritiene che nel vostro caso sia più opportuno il ricorso ad un taglio cesareo è tenuto a spiegarvi quali sono le indicazioni che giustificano tale scelta, fornendovi informazioni basate su evidenze scientifiche circa i rischi e i benefici rispetto al parto naturale. È importante che siate informate su come si svolgerà l’intervento, sui diversi tipi di anestesia e sulle possibili conseguenze del cesareo per le future gravidanze.

Se la scelta del cesareo è dettata soprattutto dall’ansia del parto e dalla paura del dolore del travaglio il consiglio è di informarsi informatevi sui diversi tipi di sostegno offerti dalla struttura dove intendete partorire: anche un programma di sostegno adeguato è efficace nel ridurre l’ansia e nel facilitare la scelta oltre che nel migliorare l’esperienza del parto.

È importante comprendere e condividere i motivi per cui il ginecologo suggerisce l’intervento, non esitando a chiedere ulteriori chiarimenti e a consultare eventualmente un altro medico. In ogni caso, potete sempre rifiutare l’intervento, assumendovi la responsabilità  della decisione.

Prima di sottoporvi a un taglio cesareo, dovete dare il vostro consenso informato all’intervento, in base a una serie di informazioni fornite dal medico, che devono comprendere:

  • l’indicazione medica all’intervento;
  • i benefici e i rischi rispetto al parto naturale nel caso specifico;
  • informazioni su anestesia e intervento chirurgico;
  • implicazioni per gravidanze e parti successivi.

In caso di parto cesareo programmato, vi raccomandiamo di discutere il consenso con il vostro medico prima del ricovero in modo da esprimere i vostri eventuali dubbi ed avere il tempo necessario per riflettere sulle informazioni ricevute.

Ti è stato utile?
Rating: 4.8/5. Su un totale di 5 voti.
Attendere prego...

Categorie