È stata presentata al Parlamento la Relazione annuale sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA): la relazione traccia una fotografia dello stato di attuazione della Legge 40, con l’illustrazione delle attività dei centri di Pma nel 2017 e l’utilizzo dei finanziamenti previsti per il 2018.

Sono 13.973 i bambini nati da tecniche di PMA nel 2017, con un aumento delle coppie che si sono sottoposte a trattamento (78.366) e del numero di cicli (97.888).

Un dato significativo è l’aumento del ricorso a tecniche con donazione di gameti, o fecondazione eterologa, che hanno riguardato 6.429 coppie (+18% rispetto all’anno precedente), aumento dei cicli (+20,3%) e dei bambini nati (da 1.457 a 1.737, un +19,2%).

Rimangono invece invariati i dati relativi alla fecondazione omologa, per tutte le diverse tecniche. Si legge nella relazione:

Le percentuali di successo delle tecniche senza donazione di gameti restano sostanzialmente invariate: se si considera come indicatore la percentuale di gravidanze ottenute su cicli iniziati, per le tecniche di I livello si ha un valore del 10,3% (era 10,9% nel 2016), per le tecniche di II e III livello aumenta lievemente la percentuale di gravidanze per ciclo a fresco (da 17,3% nel 2016 a 17,6% nel 2017), aumenta in maniera considerevole per le tecniche da scongelamento di embrioni (da 27,5% a 29,3%) mentre aumenta lievemente per le tecniche da scongelamento di ovociti (da 16,3% a 16,9%).

In totale i centri di Pma in Italia sono 366: 114 pubblici, 21 privati convenzionati e 231 privati. Il maggior numero di trattamenti avviene nelle cliniche pubbliche o private convenzionate, nonostante siano in numero inferiore rispetto a quelle private.

Del numero totale di cicli con donazione di gameti (7.514), il 21,1% è avvenuto con donazione di seme, il 41,9% con donazione di ovociti e il 37% con embrioni precedentemente formati da gameti donati e crioconservati.

Sono poi in calo le gravidanze gemellari e trigemine, mentre rimane invariata la percentuale di insuccesso dei trattamenti.

Anche l’età delle pazienti è un dato interessante: rispetto al 2016 nel 2017 sono aumentate le donne con meno di 35 anni e le donne tra 35 e 39 anni. Diminuisce invece il numero di donne dai 40 anni in su che si sottopone ai trattamenti.

L’età media delle donne che si sottopongono a tecniche senza donazione di gameti a fresco è pari a 36,7 anni, valore più elevato rispetto alla media europea pari a 34,7 anni. Nella fecondazione con donazione di gameti l’età della donna è maggiore se la donazione è di ovociti (42,4 anni) e minore se la donazione è di seme (35,6). La maggiore età di chi accede ai cicli di donazione sembra indicare come questa tecnica sia scelta soprattutto per infertilità fisiologica, dovuta appunto all’età della donna e non per patologie specifiche.

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  • Fecondazione Assistita