Testimonianze di procreazione medicalmente assistita - GravidanzaOnLine

“Non pensavo che i bambini si facessero con aghi e punture. E invece.”

Sempre più spesso i social sono luoghi di incontro e sostegno nei momenti di difficoltà: è il caso del racconto di una donna che ha intrapreso il difficile percorso della pma.

Vi è mai capitato di imbattervi, nelle varie didascalie di Instagram, nell’hashtag #ttcjourney? Letteralmente significa “viaggio attraverso i tentativi di concepimento” e raggruppa tantissimi utenti per i quali riuscire ad avere un figlio è un percorso arduo che va molto oltre il classico sesso non protetto.

È quello che sta passando la 26enne Whitney Miller, assistente virtuale dell’Arizona, che nella sua pagina Instagram ha iniziato a documentare il suo percorso nelle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, dove raccoglie sostegno e supporto da tante utenti che condividono con lei lo stesso viaggio, contribuendo ad abbattere un tabù per il quale la maternità viene ancora rappresentata sui social come qualcosa di estremamente semplice e scontato, privo di difficoltà.

È tempo di iniziare le mie iniezioni ormonali – ha scritto come didascalia ad un’immagine che la vede brandire, sorridente, alcune punture – Quando ero una bambina che sognava il proprio futuro non ho mai pensato che costruire una famiglia avrebbe richiesto aghi e punture. C’è stato un momento in cui ho capito che c’era qualcosa che non andava nel mio corpo e non avevo idea di come ci saremmo potuti permettere i costosi trattamenti per l’infertilità che mandano molte coppie in bancarotta. Condividere apertamente questo percorso è difficile ma così tante donne passano attraverso la stessa esperienza che dovremmo condividere tutte insieme i nostri tentativi. Lunedì inizierà la nostra prima procedura di IUI (inseminazione intrauterina) e oggi abbiamo iniziato le iniezioni ormonali per prepararci. Questi aghi sembrano spaventosi rispetto a quelli che ho usato due volte al giorno dal mese di ottobre. Ho un massaggio in programma per domani per rilassarmi e tanto ananas fresco da mangiare questa settimana. Voglio documentare l’intera esperienza.

Da quel giorno Whitney ha continuato a condividere stories e foto che raccontano il suo percorso, sempre sorridente e incoraggiante. Il suo messaggio ha raccolto consensi e incoraggiamenti da molte donne che hanno deciso di seguire il suo esempio, documentando sui social la battaglia per diventare madri.

Alcune donne hanno condiviso apertamente anche sentimenti controversi come la gelosia nei confronti delle donne in gravidanza, altre hanno cercato incoraggiamento per l’inizio di un percorso difficile, come l’utente nanattcjourney:

 Sta per iniziare il mio primo ciclo di fecondazione in vitro. Sono nervosa ma non vedo l’ora di avere la possibilità di essere più vicina al mio bambino arcobaleno. Rimango ottimista e so che accadrà. Chi sta per iniziare un percorso di Fivet? Sarebbe fantastico condividere questo viaggio.

Sicuramente i social sono uno strumento importante per dare voce a tutte quelle donne per le quali la maternità è tutt’altro che semplice e scontata come potrebbe sembrare. Utilizzarli per sentirsi meno sole vuol dire sfruttarli al meglio.

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