"Perché costringere tuo figlio a chiedere scusa non serve": il video virale

Educare un figlio può essere davvero complicato, per questo a volte si commettono errori anche in modo involontario. Farli sentire in colpa quando fanno uno sbaglio non è la scelta giusta: una terapista spiega cosa fare.

Educare un figlio è uno dei compiti più difficili per una mamma e un papà, che possono arrivare a sentirsi combattuti tra i momenti in cui è necessario renderli responsabili e quelli in cui verrebbe quasi spontaneo perdonare loro tutto. Si pensa spesso che sia necessario insegnare ai piccoli a chiedere scusa quando sbagliano per fare capire loro cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

In realtà, questo modo di agire non è del tutto corretto. A sostenerlo è Deena Margolin, terapista infantile nota per l’account Big Little Feelings, convinta che sia un errore spingere i bambini a chiedere perdono in modo forzato.

Lei ha così realizzato un video su Instagram in cui spiega bene come sia più corretto agire: “Hai visto tuo figlio colpire la sorellina dal nulla. Questo ti fa pensare a una scena che si può vedere spesso nei film, in cui il tempo rallenta e compare la scritta ‘Oh nooo’. Lui poi si rimette al suo posto, mentre tu sei tentata di pensare: ‘Mio figlio è uno psicopatico? Non gli importa di avere fatto male a qualcuno? Ha bisogno di imparare, per questo dobbiamo sistemare le cose”.

Quale metodo educativo è più efficace?

Cosa fare in situazioni come questa? Ogni genitore secondo Margolin, dovrebbe insegnare a un figlio cosa sia l’empatia e che non si devono danneggiare fisicamente le altre persone, ma obbligarli a scusarsi non è certamente la soluzione adatta.

La terapista ha motivato ulteriormente il suo pensiero: “Le scuse forzate possono portarli a vergognarsi di se stessi e pensare che siano cattivi. Questi sentimenti inibiscono ogni forma di apprendimento e crescita”.

Come risolvere quindi il problema? “Forzare un bambino a chiedere scusa ci può rendere soddisfatti come genitori, ma in realtà non si sta dando loro alcun insegnamento, né dando loro gli strumenti emotivi per comprendere cosa sia giusto e cosa no. In questi casi bisognerebbe chiedersi: ‘Vediamo come possiamo aiutarli a sentirsi meglio. In questo modo stai guidando la loro attenzione sul fatto che anche l’altro bambino abbia dei sentimenti e mostrargli che anche i sentimenti possono cambiare. Quando qualcuno non si sente bene è possibile farlo sentire meglio tramite cura e amore. I bambini, infatti, adorano essere coinvolti, non ricevere ordini. Il modo migliore per farglielo capire è coinvolgerli, in questo modo riusciranno a capire in modo autonomo cosa sia l’empatia”.

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