Perché la "genitorialità gentile" spesso non è affatto gentile con le madri

Al centro dell'attenzione ci sono i sentimenti dei bambini e le cause emotive che stanno dietro ai comportamenti di ognuno di loro. Troppo spesso, questo stile educativo ignora la realtà della maternità moderna.

Con il termine genitorialità gentile (o gentle parenting) si intende lo stile educativo genitoriale particolarmente in voga al giorno d’oggi, che si contrappone a quello autoritario in uso nelle generazioni passate. In questo stile al centro dell’attenzione ci sono i sentimenti dei bambini e si cerca di affrontare le cause emotive che stanno dietro ai comportamenti di ognuno di loro, evitando punizioni e correzioni, in favore del riconoscimento delle emozioni dei più piccoli.

A prima vista, può sembrare lo stile perfetto con cui educare il proprio bambino, grazie alla sua enfasi sull’empatia e sulle interazioni gentili ma, spesso, la genitorialità gentile non è affatto gentile con le madri.

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Come scrive Motherly, un principio chiave della genitorialità gentile è seguire la guida del bambino, che si tratti di prepararsi per andare a scuola al mattino o di imparare a fare i bisogni nel vasino. Invece di ordinare a un bambino di mettersi le scarpe, in modo da non fare tardi, il genitore dovrebbe vestirsi dando l’esempio, chiedendo gentilmente al bambino perché non ha voglia di mettersi le scarpe. Invece di dare adesivi o caramelle come ricompensa per l’addestramento al vasino, il genitore dovrebbe offrire al proprio bambino la possibilità di scegliere tra biancheria intima o pannolini.

In apparenza, niente di tutto ciò sembra particolarmente problematico ma, scavando un po’ più a fondo, ci si rende conto che questo modello ignora la realtà della maternità moderna. A volte diventa infatti necessario insegnare a un bambino a usare il bagno, per esempio quando è ora di frequentare la scuola materna. Tante madri che lavorano non hanno il tempo di aspettare pazientemente che il proprio figlio scelga tra pannolini e biancheria intima. Per educare un figlio, le madri hanno bisogno di usare trucchi genitoriali (adesivi o caramelle come ricompensa), senza dovere subire anche la pressione aggiuntiva di sentirsi sbagliate per averlo fatto.

I bambini non sono dei piccoli adulti. Come scrive Jessica Winter in un articolo sul New Yorker:

Si inizia ad essere stanchi riguardo alla deferenza verso ogni stato d’animo di un bambino, al rigoroso mantenimento dell’affetto emotivo, all’idea che cercare di rispettare un programma potrebbe essere ‘autoritario’. A volte, dicono le persone, un capriccio non è degno di essere posto su un piedistallo. A volte, implorano, le loro voci si alzano oltre una soglia gentile, devi solo metterti le tue dannate scarpe.

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