Parto, l'epidurale non rallenta il travaglio. Ecco cosa dice lo studio

Durante la fase finale del parto l'anestesia epidurale non rallenta il travaglio come si pensa. A darne conferma uno studio scientifico che ha analizzato la tempistica relativa al travaglio di 400 future mamme.

Uno studio pubblicato su Obstetrics and Ginecology sul parto ha dimostrato che l’epidurale non rallenta la fase del travaglio come si pensa.

La ricerca è stata condotta su un campione di 400 donne in stato interessante. L’obiettivo dello studio è stato quello di tranquillizzare le future mamme sulla tempistica legata al travaglio e l’idea che l’epidurale possa interferire con la nascita veloce del bebè.

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Parto, l’epidurale non rallenta il travaglio, lo studio

Molte donne evitano l’anestesia epidurale poiché hanno la convinzione che un parto naturale sia più veloce. A scapito del dolore, si preferisce soffrire un po’ ma evitare di prolungare eccessivamente il travaglio con l’epidurale, avendo poi la paura che si possa subire, alla fine, anche un parto cesareo.

Alcune donne potrebbero anche non voler correre il rischio di allungare il loro travaglio. Vogliono che il loro neonato sia tra le loro braccia il prima possibile. Per questi motivi, in molte evitano di scegliere l’anestesia epidurale.

Le ostetriche, inoltre, possono diminuire i richiami anestetici su una paziente in modo che la mamma senta il bisogno di spingere. Avvertendo tale necessità, la donna potrebbe accelerare il momento del parto.

Ma lo studio in esame smentisce l’idea che l’epidurale prolunghi il travaglio. In particolare, la ricerca è stata condotta su 400 donne di cui, 200 di loro hanno ricevuto l’epidurale e le restanti 200 ha ricevuto invece un placebo salino.

  • donne con epidurale: hanno impiegato 52 minuti durante la seconda fase del travaglio, ovvero la fase della spinta;
  • donne con placebo salino: hanno impiegato 51 minuti nella stessa fase di travaglio del primo gruppo.

I risultati dello studio sulle donne in fase di travaglio

I risultati dello studio hanno dimostrato che una volta che la totalità delle donne erano completamente dilatate, entrambi i gruppi esaminati hanno dato alla luce il proprio bambino entro 1 ora dalla fase di spinta. Questo sta a significare che le mamme che hanno ricevuto l’epidurale non hanno prolungato il travaglio.

Il Dott. Philip Hess, direttore del reparto ostetricia presso il Beth Israel Deaconess Medical Center, ha dichiarato:

Le donne che hanno un travaglio prolungato e più difficile hanno maggiori probabilità di richiedere un aiuto al dolore, ma ciò non significa che l’epidurale stessa sia la ragione dietro il prolungamento dei tempi legati alla fase del travaglio.

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Quando viene raccomandata l’epidurale?

L’anestesia epidurale è utilizzata per bloccare completamente il dolore mantenendo la futura mamma vigile, permettendo di evitare anche gli effetti collaterali prodotti, invece, da un’anestesia generale, come malessere generale. L’epidurale, inoltre potrebbe essere raccomandata in determinati casi, quali:

  • travaglio complicato, molto doloroso o protratto;
  • parto gemellare o trigemino;
  • parto cesareo, ma solo nel caso che l’epidurale fosse stata somministrata durante la fase di travaglio;
  • parto assistito.

L’epidurale durante il parto apporta notevole sollievo alla paziente, specie se la fase del travaglio è prolungata. Ma non solo, con l’assenza del dolore, la donna è più propensa a ricordare l’esperienza del parto come positiva, rimanendo vigile e partecipativa.

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