E se fosse normale avere un figlio preferito?

Avere un figlio favorito rispetto a un altro è un tabù per la stragrande maggioranza dei genitori, timorosi di innescare gelosie tra fratelli e consapevoli che questo potrebbe creare danni all'autostima dei loro bambini. Nonostante questo una ricerca dimostra che è del tutto naturale.

Uno dei più grandi tabù sulla genitorialità è quello di avere una preferenza verso un figlio rispetto a un altro. Non è una questione di misura di amore, ma di affinità e secondo una ricerca dell’University of Massachusetts Medical School, pare proprio che la maggior parte dei genitori abbia davvero un favorito tra la prole.

Da sempre le mamme e i papà cercano di stare attenti a non far trapelare le loro simpatie, soprattutto per non innescare gelosie tra fratelli e sorelle. Tuttavia dallo studio è emerso che i bambini non sono in grado di dire chi sia davvero il figlio preferito dei genitori, e il vero problema, quindi, è come si gestisce solo la percezione.

“Non tutti i genitori hanno un figlio preferito, ma molti lo hanno”, afferma Jessica Griffin, professore associato di psichiatria e pediatria presso l’University of Massachusetts. “I dati suggeriscono che le madri, in particolare, mostrano favoritismo nei confronti dei bambini che hanno valori simili a loro e che si impegnano di più con la famiglia, rispetto a chi ha qualità come l’ambizione”.

Indipendentemente dal motivo, nella ricerca emerge che molti genitori hanno i loro preferiti, che riescano ad ammetterlo o meno. L’argomento però rimane off-limits: solo il 10% ha dichiarato di avere un figlio preferito, e molto spesso è l’ordine di nascita a giocare un ruolo importante nella scelta di chi è.

Per una mamma i figli sono davvero tutti uguali?

Secondo il sondaggio YouGov, i genitori che hanno ammesso di avere un favorito hanno mostrato una preferenza schiacciante nei confronti del più piccolo della famiglia. Il dottor Vijayeti Sinh, psicologo clinico presso il Mount Sinai Hospital di New York, spiega che molto spesso questo ha a che fare con le abilità sociali ed emotive associate, acquisite dai genitori man mano che crescono la prole:

I genitori tendono a favorire un figlio che è più simile a loro, che ricorda loro se stessi o rappresenta ciò che vedono come un successo genitoriale. È molto probabile che i bambini più piccoli siano stati cresciuti da un genitore che, con il tempo e l’esperienza, è più sicuro e abile nell’educazione dei figli.

Inoltre, molti genitori sono tormentati dal senso di colpa, sapendo che mostrare una preferenza avrà un impatto duraturo sull’autostima del proprio figlio. La preoccupazione però, non è del tutto infondata:

I bambini che crescono in famiglie in cui sentono di essere trattati ingiustamente possono arrivare a sentirsi indegni. Potrebbero sentirsi non amati in qualche modo o non possedere i tratti e le caratteristiche speciali necessari per essere amati dagli altri. Sentirsi come la pecora nera della famiglia può portare a paure e insicurezze: i bambini potrebbero diventare autoprotettivi e cercare di essere eccessivamente gentili e simpatici con gli altri.

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