Uno studio effettuato dai ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev e del Max Stern Yezreel Valley College in Israele rivela come il Covid-19 e le conseguenze della pandemia abbiano portato a dei livelli di ansia e di insonnia materna molto elevati.

Il team di ricercatori ha posto in evidenza come l’avanzare della pandemia e il protrarsi dello stato di allerta abbiano suscitato in alcune mamme, poste in esame, problemi legati all’insonnia e a stati d’ansia del 32% in più rispetto al periodo pre-pandemia.

Questo può portare anche ad influire sulla qualità del sonno dei bambini?

Analizziamo, in questo nuovo quadro, le conseguenze dell’epidemia da Covid-19, i dati  ottenuti dai ricercatori e i disagi che le mamme provano e sentono durante la pandemia in corso e se questi stati di ansia possono influire sul benessere del bimbo.

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Covid-19: le conseguenze della pandemia sull’ansia e l’insonnia materna, lo studio

Il recente studio mostra come molte madri stanno sperimentando un aumento della gravità dell’insonnia e livelli, da lievi ad alti, di ansia acuta da Covid-19.

Nella ricerca effettuata in Israele su un campione di mamme è stato chiesto loro di completare un questionario di auto-segnalazione dei livelli della qualità del sonno e di ansia con riferimento a due punti temporali:

  • uno o due mesi prima dell’arrivo dell’epidemia di Covid-19 nel loro Paese (Israele);
  • durante il confinamento domestico (quindi, durante le settimane di lockdown).

I ricercatori hanno calcolato attraverso un punteggio la percezione della madre in riferimento al cambiamento nella qualità del sonno.

I risultati ottenuti indicano che l’insonnia clinica materna con punteggio di gravità dell’insonnia> 15 durante la pandemia da Covid-19 è più che raddoppiato sfiorando il 23% del totale durante il periodo di lockdown, rispetto a solo l’11% prima della pandemia e del conseguente confinamento domestico.

Inoltre, si è rilevato come circa l’80% delle madri ha riportato livelli di ansia che oscillano da bassi ad alti durante il periodo di chiusura domestica.

Il Prof. Liat Tikotzky, capo del BGU Parenting, Child Development and Sleep Lab e membro del Dipartimento di Psicologia BGU ha affermato in merito allo studio svolto:

Nello studio, abbiamo affrontato, per la prima volta, le conseguenze della pandemia Covid-19 e del confinamento domestico sull’ansia materna, l’insonnia, nonché le segnalazioni di problemi di sonno tra i bambini tra i 6 e i 72 mesi di vita.

Abbiamo, inoltre, osservato che le madri che hanno riportato un aumento dei sintomi di insonnia avevano livelli significativamente più alti di ansia Covid-19 acuta rispetto alle madri che non hanno riportato alcun cambiamento nei sintomi di insonnia. Mentre non sono state rilevate differenze di gruppo nei loro livelli di ansia tipici (tratti), suggerendo che l’attuale ansia può contribuire all’aumento della gravità dei sintomi dell’insonnia.

L’ansia e l’insonnia della madre influisce sul sonno del bambino? I risultati

I risultati inerenti lo studio effettuato non sono, tuttavia, molto allarmanti. Se è vero che il 30% delle madri ha riscontrato un cambiamento negativo nella qualità del sonno del proprio bambino e una diminuzione della durata del sonno, è altresì vero che, la maggior parte delle madri non ha segnalato alcun cambiamento nella qualità del sonno, nella durata, nella disposizione e nella percezione del sonno del bambino come dato molto rilevante e problematico.

In più, il 12% delle madri ha, al contrario, riferito un cambiamento positivo nella qualità del sonno del proprio bambino e il 25% ha confermato un aumento della durata del sonno.

Inoltre, i ricercatori hanno chiarito, dalle osservazioni attuate, come le madri che soffrivano di alti livelli di insonnia e avevano, dunque, registrato punteggi elevati di ansia, riferivano una qualità del sonno dei propri figli più scarsa, così come la durata del sonno molto più breve anche precedentemente la pandemia da Covid-19.

Questo ultimo dato dimostra come vi siano dei collegamenti significativi tra la qualità del sonno materno e infantile durante i periodi normali indifferentemente, dunque, dalla pandemia.

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