Babymoon: quali Paesi europei sono davvero sicuri per le donne incinte?

Le recenti drammatiche vicende di una coppia americana in vacanza a Malta, hanno sollevato una problematica di non poco conto sulla sicurezza e le leggi dei Paesi turistici dove le mamme in dolce attesa vanno a trascorrere una vacanza prima del parto.

Sempre più donne incinte stanno scegliendo di fare una Babymoon prima del parto, ossia una breve vacanza quando ancora il bebè non è nato, per regalarsi una coccola e ancora un momento di relax, in coppia o da sole, prima che il nascituro occupi la maggior parte del tempo di mamme e papà.

Questa tendenza arriva dagli Stati Uniti, e sta sempre più prendendo piede anche in Italia e in Europa; molte coppie colgono volentieri questa occasione, consapevoli che di solito passerà almeno qualche mese prima di potersi godere nuovamente una vera e propria vacanza.

Babymoon, la vacanza prima di diventare genitori (da fare da sole o in coppia)

Il periodo migliore per una Babymoon è indicativamente il secondo trimestre, momento in cui nausee e malesseri dovrebbero essere quasi passati del tutto e la data presunta del parto è ancora lontana. Ma una donna in gravidanza, con il benestare del suo medico, può volare entro le 36 settimane (32 per una gravidanza gemellare) e sempre secondo le restrizioni delle compagnie aeree.

Ci sono però altre cose da prendere in considerazione quando si vuole fare una Babymoon. Le recenti vicende drammatiche di una coppia americana in vacanza a Malta hanno sollevato una problematica di non poco conto sulla sicurezza e le leggi dei Paesi turistici, specie in materia di aborto.

Andrea Prudente e suo marito Jay Weeldreyer, infatti, si trovavano sull’isola e la donna era incinta di 16 settimane quando si è sentita male. Una volta ricoverata al policlinico Mater Dei di Malta con la placenta rotta e il liquido amniotico esaurito, è stata informata che la bambina che aveva in grembo non aveva possibilità di sopravvivenza.

Ma i medici hanno respinto la richiesta di interrompere la gravidanza, intervento vietato dalla legge maltese con rischio di prigione fino a 4 anni, finché non si fosse interrotto spontaneamente il battito cardiaco del feto, esponendola quindi al rischio di setticemia. “Volevamo venire qui e trascorrere una vacanza romantica, commovente e amorevole di due settimane per celebrare la nascita di una famiglia”, ha detto Weeldreyer a Euronews: “Invece dobbiamo affrontare il pericolo di Andrea”.

Prudente è stata poi trasportata in aereo in Spagna per completare l’aborto ed ora – secondo quanto riporta il Times of Malta – la coppia intende citare in giudizio il governo maltese per “lo straziante calvario” che ha dovuto affrontare. Alla luce di questo dramma, ci si chiede quando sia fondamentale prendere in considerazione le leggi sull’interruzione di gravidanza del Paese che si intende visitare mentre si è in dolce attesa.

E se Malta è attualmente l’unico stato dell’UE con un divieto assoluto di aborto, anche in situazioni in cui la salute della donna è a rischio, ci sono anche altre nazioni in cui IVG non è legale: la Polonia, ad esempio, ha revocato i diritti delle donne nel 2020 emettendo un divieto quasi totale degli aborti, legali solo in caso di stupro o incesto, o quando la gravidanza minaccia la vita della donna.

In Irlanda del Nord, sebbene l’aborto sia stato depenalizzato nel 2019, il governo locale è carente di servizi completi per poterlo praticare. Anche in Egitto, Filippine, Laos, Suriname, Nicaragua e Honduras l’IGV è illegale, mentre in Messico, Brasile, Cile, Indonesia, Sri Lanka e Tanzania, si esegue solo per salvare la vita di una donna.

Il consiglio, quindi, è di valutare molto bene tutte le possibili variabili e magari scegliere mete sicure per le vostre vacanze, come tante località in Italia e Francia, che possono garantire cure nel momento del bisogno.

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