Tumore da parto: sintomi e conseguenze - GravidanzaOnLine

Tumore da parto, il “gonfiore” sulla testa del neonato

Cosa significa il tumore da parto? Ecco i sintomi a cui bisogna prestare attenzione, i rimedi e le conseguenze che può provocare al bambino.

Il tumore da parto è uno dei più comuni traumi che possono colpire il bambino alla nascita. Si tratta di una tumefazione dei tessuti molli della testa del neonato, che può essere provocata durante il passaggio del neonato attraverso il canale uterino.

Vediamo quali sono le cause del tumore da parto, i sintomi tipici, come si cura e a quali conseguenze e complicazioni può portare.

Tumore da parto: cos’è?

A volte il parto può provocare al neonato dei traumi, che interessano dai 2 ai 7 neonati su 1000. Il tumore da parto è uno di questi. Si tratta di un edema che si manifesta con un rigonfiamento, una sorta di bernoccolo sul capo del neonato poco dopo il parto.

Si chiama tumore (viene detto anche caput succedaneum) ma non ha niente a che fare con un cancro: il suo nome indica proprio il “gonfiore” che si presenta sulla testa del bambino.

Il tumore da parto è causato dalla pressione esercitata sulla testa del neonato durante il parto ed è più frequente nei bambini nati con l’utilizzo della ventosa.

Questa condizione è generalmente innocua e la tumefazione scompare spontaneamente in qualche giorno. Non indica la presenza di un danno al cervello o alle ossa del cranio. Tuttavia, può portare ad altri problemi, come l’itterizia.

Anche se è causato da fattori simili, il tumore da parto non deve essere confuso con il cefaloematoma, un altro dei traumi legati al parto.

Le cause del tumore da parto

Alla base del tumore da parto c’è spesso un travaglio difficoltoso. Una prolungata pressione dalla cervice dilatata o dalle pareti vaginali sulla testa del bambino, infatti, può causare la tipica tumefazione. L’uso della ventosa o del forcipe può incrementare il rischio.

Inoltre, il verificarsi del tumore da parto è più probabile se le membrane di liquido amniotico si rompono in una fase precoce del travaglio.

In alcuni casi, se la rottura delle membrane è molto precoce o se c’è poco liquido, le ossa pelviche della madre esercitano pressione sulla testa del bambino. Come risultato, la tumefazione può verificarsi ancor prima del travaglio ed essere accertata già in utero.

I sintomi del tumore da parto

I sintomi caratteristici di questo trauma sono il gonfiore del cranio e i lividi causati dall’edema.

La testa del bambino appare larga o gonfia, la pelle è morbida: questi sono i sintomi più tipici del tumore da parto. Il gonfiore può essere presente su un lato o estendersi al centro della testa. Gli effetti sono più visibili sulla parte del cranio che per prima è venuta in contatto con le pareti del canale uterino.

Sotto la parte più gonfia, la testa del bambino appare leggermente acuminata a causa della pressione che le ossa hanno subìto durante il parto. Al tatto, premere sulla testa del bambino sembra come premere su una fossetta. Questo non deve destare allarme: le ossa della testa dei bambini, infatti, possono muoversi considerevolmente senza essere danneggiate o provocare danni.

Il personale medico sarà in grado di diagnosticare il tumore da parto subito dopo la nascita del bambino. Il trauma deve essere poi monitorato per assicurarsi che non ci siano complicazioni o effetti a lungo termine.

I rimedi

Il tumore da parto non necessita di trattamento, e in generale non ha effetti a lungo termine. Il caratteristico gonfiore dovrebbe diminuire dopo alcuni giorni, e il capo apparire normale entro poche settimane.

Proprio perché il tumore da parto guarisce da solo in pochi giorni, non bisogna intervenire perché questo potrebbe portare a complicazioni, come la contrazione di un’infezione.

Le conseguenze e potenziali complicazioni

La tumefazione può incrementare il rischio di itterizia infantile, che si manifesta con l’ingiallirsi della pelle a causa dell’eccessiva bilirubina nel sangue.

Anche l’itterizia dovrebbe migliorare senza trattamento entro due o tre settimane. A volte, però, l’itterizia non trattata può provocare complicazioni per la salute del bambino, quindi è bene che il medico incaricato affronti il problema nel modo più opportuno.

Se il bambino sviluppa un’itterizia che non migliora dopo diverse settimane, è opportuno contattare il medico. Un’analisi del sangue potrà essere necessaria a determinare le cause sottostanti al problema.

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