Tutto sulla disidratazione nel neonato (dai segnali al trattamento)

La disidratazione è un fenomeno serio e potenzialmente grave provocato dall'eccessivo dispendio di liquidi. Scopriamo quando si verifica nel neonato e come trattarlo tempestivamente.

L’alimentazione dei neonati è composta generalmente dal latte materno, tanto che, fino allo svezzamento, essi seguono una dieta esclusivamente liquida. Nonostante questo possono verificarsi casi di disidratazione del neonato. Un problema che, se sottovalutato, può essere causa di gravi conseguenze.

Un fenomeno che non si risolve dando l’acqua ai neonati, ma che deve essere gestito in maniera adeguata all’età del bambino.

L’idratazione del neonato

L’acqua è indispensabile alla vita. Dirlo può apparire scontato, scoprirne le ragioni permette di comprendere i vari ruoli cui risponde l’acqua all’interno del nostro organismo, anche e soprattutto quello dei neonati.

Bere, infatti, non aiuta solamente a dissetarsi, ma favorisce alcune fondamentali reazioni biochimiche, regola la temperatura corporea, elimina le sostanze organiche e i minerali da smaltire, lubrifica tessuti e articolazioni, favorisce l’elasticità della pelle e contribuisce al trasporto e al mantenimento dei nutrienti.

Quando si può dare l'acqua ai neonati?

Come abbiamo anticipato l’alimentazione dei neonati è liquida e in linea di massima un neonato allattato al seno è idratato sufficientemente. Il neonato che assume latte artificiale, invece:

deve ricevere liquidi da altre fonti quando prende alimenti complementari e latte artificiale. […] Normale acqua potabile (bollita prima dell’uso nel primo anno o anche oltre, secondo la qualità dell’acquedotto) dev’essere offerta molte volte al giorno ai bambini non allattati al seno per assicurare che la loro sete sia soddisfatta.

Con l’allattamento, quindi, sia esso al seno o con latte artificiale, il neonato è correttamente idratato. Come accade anche per gli adulti i neonati perdono quotidianamente dei liquidi e il fenomeno della disidratazione si verifica quando le perdite sono superiori a quanto, con le poppate, il bambino riesce a reintegrare. Inoltre bisogna ricordare come la perdita di liquidi non si riferisca solamente all’acqua, ma anche agli elettroliti, ovvero sodio, potassio e tutte le altre sostanze presenti nelle cellule e in altri componenti dell’organismo.

Le cause della disidratazione nel neonato

La disidratazione è quindi la conseguenza di un’eccessiva perdita di liquidi che può verificarsi prevalentemente per due cause: o per una scarsa assunzione di liquidi o per una perdita superiore a quanto viene introdotto nell’organismo. Si ha disidratazione del neonato a causa di un allattamento insufficiente o in caso di vomito o diarrea.

Va detto anche che non tutti i casi di vomito, diarrea o problemi nell’allattamento portano alla disidratazione. Molto più raramente la disidratazione del neonato può verificarsi a seguito di un’ustione (com’è per esempio l’eritema solare) o in presenza di diabete di tipo I.

Il neonato, come anche gli adulti, perde liquidi quotidianamente attraverso il pianto, la minzione, il sudore e anche per la normale attività dell’organismo. Il problema, quindi, non è tanto nella perdita in sé, quanto nella sua consistenza e incidenza. I neonati, per via della maggior presenza di acqua all’interno del loro organismo (75% rispetto al 60% degli adulti) sono più esposti a una condizione di questo tipo.

Sintomi e segni della disidratazione nel neonato

Come capire se il bambino è disidratato? Questa condizione può essere accompagnata da diversi sintomi. Tra i principali troviamo:

  • una riduzione della sudorazione;
  • un’eccessiva e rapida perdita di peso;
  • pelle fredda e secca;
  • bocca asciutta;
  • labbra screpolate; 
  • bassa quantità di urina (riconoscibile anche dal numero ridotto di pannolini cambiati);
  • crampi;
  • aumento del battito cardiaco;
  • mal di testa;
  • nausea.

Altri sintomi comuni per la disidratazione del neonato sono il pianto senza lacrime, eccessiva sonnolenza, una maggiore irritabilità o una scarsa reattività.

La disidratazione può essere lieve, moderata o grave in base all’intensità dei sintomi e alla loro pericolosità; le forme più critiche sono quelle che portano il bambino ad avere anche sonnolenza o convulsioni che potrebbero in rarissimi casi anche compromettere la sopravvivenza del bambino.

Disidratazione del neonato: cosa fare?

Il fenomeno della disidratazione non va mai sottovalutato perché per arrivare a una condizione di questo tipo la perdita di liquidi, anche in quantità ridotta, è sempre un rischio molto serio. Per questo motivo per i neonati il consiglio è sempre quello di rivolgersi tempestivamente al proprio pediatra o recarsi al Pronto Soccorso più vicino. L’unico modo sicuro per reidratare i neonati è allattarli; il latte materno contiene tutte le sostanze necessarie.

Per i neonati allattati artificialmente o per i bambini più grandi è possibile anche ricorrere a soluzioni reidratanti, disponibili liberamente in farmacia, che permettono di riequilibrare l’acqua, i sali e le sostanze perse. Nel caso in cui si somministrino bevande di questo tipo è fondamentale procedere lentamente per evitare che possa aggravarsi la condizione di diarrea e vomito.

In tutti i casi, oltre a reidratare il neonato, è fondamentale comprendere le cause della disidratazione e intervenire in maniera efficace per risolvere l’origine del problema.

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