Bradicardia nel neonato: cos'è e quando preoccuparsi

Il cuore dei neonati batte a una velocità diversa dalla nostra e, come spesso accade con i piccoli, le variazioni nella frequenza possono spaventare molto i neogenitori. La bradicardia nel neonato, ovvero il rallentamento dei battiti, può essere un fenomeno fisiologico o essere il sintomo di una patologia in corso: vediamo quali sono le cause e quando può destare preoccupazione.

Cosa si intende per bradicardia?

Dal greco “bradus” – (cuore) lento – si definisce bradicardia una frequenza cardiaca più bassa del limite inferiore di riferimento per l’età del soggetto.

In generale, i bambini hanno una frequenza cardiaca più veloce rispetto agli adulti e i bambini prematuri hanno una frequenza cardiaca più veloce rispetto ai bambini a termine. Pertanto, una frequenza cardiaca considerata normale per un adulto può essere motivo di preoccupazione in un neonato.

Una frequenza cardiaca normale nei bambini varia in base all’età e al livello di attività fisica. Nella fascia di età da 0 a 3 anni, la frequenza cardiaca inferiore a 100 battiti al minuto (bpm) è considerata bradicardia.

La bradicardia nel neonato

Nella maggior parte dei casi, la bradicardia neonatale non è legata ad alcuna condizione patologica, ma è semplicemente dovuta alla nascita prematura: questa condizione, infatti, si presenta nell’85% circa dei bambini nati pre-termine. Una frequenza cardiaca lenta nel neonato, però, può indicare anche un disturbo o una patologia in corso e deve pertanto essere oggetto di indagine da parte del pediatra.

La maggior parte dei bambini con bradicardia neonatale sono asintomatici: la comparsa dei sintomi dipende dalla gravità della bradicardia, da eventuali problemi cardiaci correlati e dall’età del bambino.

Tendenzialmente, i pazienti affetti da bradicardia lamentano:

  • una sensazione di malessere;
  • disturbi del sonno;
  • vertigini;
  • dolori al torace;
  • stato confusionale.

Alcuni neonati possono presentare sintomi come rallentamento o arresto della crescita, rifiuto del cibo o estrema stanchezza che gli impedisce di nutrirsi. I bambini più grandi possono sentirsi eccessivamente affaticati o stanchi, specialmente durante l’attività fisica.

Sincope o svenimenti possono verificarsi in casi estremi, mentre i casi più gravi si presentano con shock cardiogeno, che è caratterizzato da perdita di coscienza, polso debole, diminuzione dello stato mentale, ipotensione e diminuzione della produzione di urina.

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Le cause della bradicardia nel neonato

La bradicardia nel neonato può presentarsi sia in assenza di una causa ben precisa, e non indica né comporta alcun problema di salute ma solo una condizione fisiologica, sia essere causata dalla disfunzione di alcuni meccanismi dell’apparato cardiaco o irregolarità nel sistema di conduzione del cuore. La bradicardia può anche svilupparsi da fattori esterni che agiscono su un cuore normale, come l’uso di alcuni farmaci o patologie.

Tra le cause più comuni della bradicardia nel neonato ci sono:

Ipossiemia

L’ipossiemia, un livello anormalmente basso di ossigeno nel sangue, è la causa più comune di bradicardia sinusale e può essere causata da difetti cardiaci congeniti, malattie polmonari o insufficienza respiratoria.

Cause metaboliche

L’acidosi metabolica è un’altra causa comune di bradicardia infantile. Si tratta di una condizione caratterizzata da un aumento dell’acidità plasmatica a causa dell’accumulo di acido nel corpo, che può verificarsi anche quando i reni non sono in grado di espellere abbastanza acido dal corpo. Anche i disturbi metabolici come l’ipotiroidismo o un basso livello di ormoni della tiroide sono una causa comune di bradicardia nei bambini.

Farmaci

Farmaci come i beta-bloccanti sono spesso usati per trattare l‘ipertensione durante la gravidanza. Anche se questi farmaci sono considerati sicuri per l’uso in gravidanza, hanno un’alta propensione ad attraversare la placenta e causare cambiamenti fisiologici al feto. I neonati nati da madri che hanno sottoposte a terapia con beta-bloccanti durante la gravidanza hanno un rischio aumentato di sviluppare bradicardia neonatale.

Interventi chirurgici al cuore

La bradicardia sinusale può verificarsi anche nei bambini che hanno subito un intervento chirurgico a cuore aperto. È più comunemente osservata in quelli con chirurgia che coinvolgono l’area intorno al nodo sinusale. A causa del danno, il nodo sinusale può emettere gli impulsi elettrici più lentamente del normale.

La bradicardia neonatale, inoltre, può essere legata a:

  • reflusso gastrico;
  • problemi ai polmoni;
  • infezioni in corso;
  • carenza di zuccheri;
  • anomalie della termoregolazione.
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Bradicardia neonato: quando preoccuparsi?

Come abbiamo visto, la bradicardia può essere fisiologica o legata ad un evento patologico. Nel primo caso, si tratta di una condizione normale che non ha effetti né conseguenze sulla salute del neonato, soprattutto nei bambini nati prematuramente.

Poiché alla base della frequenza cardiaca lenta possono esserci diversi disturbi o patologie, capirne l’origine è fondamentale per escludere possibili complicazioni. Poiché in molti casi la bradicardia neonatale si presenta senza sintomi, sarà il pediatra a verificarne la presenza o meno durante le visite di controllo.

Spesso, la bradicardia si accompagna ad apnee che possono durare anche alcune decine di secondi e che possono avere come conseguenze ipossia, crisi respiratorie o cianosi; in questi casi, è importante rivolgersi al pediatra.

Come viene trattata la bradicardia neonatale

Le opzioni di trattamento per la bradicardia infantile dipendono dalla causa. Nel caso di pazienti asintomatici, lo specialista effettua un monitoraggio e analisi specifiche per individuare e successivamente trattare il disturbo..

I pazienti sintomatici, invece, sono generalmente trattati con farmaci come l’atropina o l’isoproterenolo. La bradicardia causata dall’ipotiroidismo può richiedere farmaci sostitutivi della tiroide.

Articolo originale pubblicato il 16 giugno 2022

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  • Neonato (0-1 anno)