Svezzamento: come funziona tempi, modi e consigli - GravidanzaOnline

Svezzamento, come funziona e quando iniziarlo: i consigli dell’ostetrica

Come funziona il passaggio dal latte (materno o artificiale) ai cibi "da grandi": tempi, modi e metodi dello svezzamento del bambino secondo le indicazioni dell'ostetrica.

Dopo i primi mesi di vita del bambino, quando l’alimentazione è esclusivamente a base di latte (che sia materno oppure artificiale) si inizia a parlare di svezzamento, del passaggio cioè ad un’alimentazione che comprende anche altri cibi. L’ostetrica Laura Brocca ci dà alcuni consigli sui tempi e i modi dello svezzamento dei bambini.

Cos’è lo svezzamento?

Tecnicamente si parla di alimentazione complementare quando si passa dal latte materno o artificiale ad un’alimentazione in cui si inseriscono anche altri cibi. Il termine “svezzamento” ha un’accezione negativa scorretta, dal momento che significa letteralmente “togliere il vizio”, ma il latte non è certo un vizio.

Con svezzamento si intende il periodo di transizione in cui nella dieta del bambino coesistono due diversi tipi di alimentazione, quella con il latte e quella con i cibi per adulti.

Quando iniziare lo svezzamento

L’Organizzazione mondiale della sanità e il Ministero della salute consigliano di iniziare lo svezzamento a partire dal sesto mese compiuto. Si dice spesso che i bambini che non vengono allattati al seno possono iniziare lo svezzamento anche prima, intorno al quarto mese di vita, ma non è una regola che vale per tutti, al contrario: le tappe dello sviluppo sono indipendenti, è un’indicazione di tipo culturale che tuttavia non ha alcuna evidenza scientifica.

Anticipando lo svezzamento aumenta anzi il rischio di allergie alimentari, perché il sistema immunitario del bambino è ancora immaturo: attorno ai 6 mesi attraverso il latte materno arrivano anticorpi IgA e sostanze specifiche anti-IgE (le IgE sono gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche), riducendo il rischio di allergie.

Ogni bambino comunque è a sé, e ciascuno ha tempi e modi diversi per iniziare lo svezzamento: alcuni bambini mostrano di essere pronti per nuovi cibi prima dei sei mesi, altri invece più tardi. Alcune mamme forzano un po’ la mano e anticipano il momento in cui iniziare a introdurre cibi diversi dal latte, ma non sempre è una buona idea: se il bambino non è pronto possono esserci rischi da non sottovalutare.

I segnali che indicano che il bambino è pronto

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È il bambino a indicare di essere pronto per lo svezzamento

Se è importante rispettare i tempi del bambino lo è soprattutto riconoscere i segnali che indicano che il bambino è pronto per lo svezzamento. I più comuni sono:

  1. Perdita del riflesso di estrusione: se il bimbo non presenta più il riflesso per cui “sputa” fuori dalla bocca tutto ciò che è solido (dal cucchiaino alla pappa) e mostra la lingua come per succhiare il latte significa che è pronto per provare nuovi cibi.
  2. Capacità di stare seduto: il bambino riesce a stare seduto in posizione eretta da solo, mostrando una buona padronanza della capacità motoria, sufficiente per alimentarsi con cibi diversi dal latte.
  3. Coordinazione: il bambino quando vede qualcosa che gli interessa riesce ad afferrarlo e a portarlo alla bocca.
  4. Interesse: mostra curiosità verso i cibi degli adulti.
  5. Riflessi: il bambino mostra il riflesso del vomito e della tosse protettivi, tipici di quando qualcosa va di traverso, e una certa capacità orale masticatoria.
  6. Si fa capire: è in grado di mostrare (a gesti) fame o sazietà.

Cosa succede se lo svezzamento è troppo precoce

Se quelle indicate sopra sono alcune regole universali che indicano se il bambino è pronto per lo svezzamento, ce ne sono altre meno attendibili, e che possono rivelarsi controproducenti. Tra queste la dentizione: la presenza o meno dei dentini non è un parametro ferreo, poiché i tempi sono molto variabili da bambino a bambino.

Perché lo svezzamento proceda nel migliore dei modi, dunque, non bisogna anticipare troppo i tempi: ecco i principali rischi in cui si incorre se lo svezzamento è troppo precoce.

  1. Problemi di digestione: se il sistema digestivo è ancora immaturo possono sorgere alcuni problemi di digestione
  2. Allergie: l’esposizione precoce ad alcuni tipi di cibi può scatenare allergie nel bambino, come anticipato, dal momento che il suo sistema immunitario è ancora immaturo e nel latte materno sono contenuti anche alcuni anticorpi che prevengono le allergie alimentari.
  3. Difficoltà di masticazione: se anticipiamo troppo l’introduzione di cibi solidi la gestione motoria a livello orale sarà inadeguata, quindi il bambino fa più fatica a masticare.

Non succede niente poi se, in assenza di uno o più segnali che indicano che il bambino è pronto, o se il bimbo è malato, lo svezzamento viene posticipato.

Come funziona lo svezzamento

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Le pappe alla frutta sono uno dei primi alimenti dello svezzamento con il “baby food”

Innanzitutto è bene distinguere tra i diversi tipi di svezzamento: il primo è quello classico, con il cosiddetto “baby food“, cioè pappe e omogeneizzati già pronti, il secondo prevede l’introduzione di pappe, brodi e omogeneizzati preparati dalla mamma e infine c’è l’autosvezzamento, o “alimentazione complementare a richiesta”, che consiste nel far provare al bambino tutti i cibi degli adulti.

A prescindere dal tipo di alimento “complementare” introdotto, lo svezzamento non presuppone l’abbandono del latte, bensì un passaggio graduale: in genere nei primi 6 mesi di vita l’alimentazione del bambino è esclusivamente a base di latte, poi nei successivi 6 mesi, fino al compimento dell’anno di età, al latte materno o artificiale si accompagnano altri alimenti e quindi, intorno ai 12 mesi, il bambino è in grado di mangiare qualsiasi tipo di cibo.

Bisogna ricordare però che ogni bambino ha i propri tempi: alcuni gradiscono tutti i cibi nuovi e li assaggiano volentieri, altri invece fanno più fatica e continuano a volere il latte, che rimane l’alimento principale più a lungo.

L’allattamento al seno prosegue comunque finché mamma e bambino lo desiderano, come ricordano anche le linee guida dell’Oms, se e quando possibile.

L’importanza delle manovre di disostruzione

Quando un bambino inizia a provare cibi di consistenza nuova può capitare che il boccone gli vada di traverso: è importante che i genitori conoscano le manovre di disostruzione per liberare le vie respiratorie.

In realtà tali manovre non sono importanti solo per l’alimentazione: anche giocando un bimbo può inavvertitamente ingerire qualcosa e la prontezza di chi è con lui è fondamentale. Per questo sempre più spesso le mamme e non solo seguono i corsi dedicati alle manovre di disostruzione su suggerimento dei medici, ma è una buona pratica indipendentemente dal tipo di svezzamento scelto e dall’età del bambino.

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