Stringerò mai tra le braccia un figlio?! | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Mi hanno sempre detto che avrei capito di essere diventata adulta nel momento in cui avrei stretto tra le braccia mio figlio… ma se questo non accadrà mai? Abbiamo avuto conferma della sterilità di mio marito, non potrà avere figli geneticamente suoi. Siamo sposati da 3 anni, siamo persone equilibrate, abbiamo una tranquilla vita sociale, una buona posizione lavorativa… ma da quando abbiamo appreso questa notizia l’essere felici è sempre più difficile, mi sembra una punizione a chissà quale peccato. Non riesco a parlarne, odio le espressioni di pietà nei volti degli altri. Come possiamo capire quale sarà, adesso, la strada giusta da percorrere? Ne vediamo poche e tutte complesse. Grazie per l’attenzione.

Certamente avere una notizia del genere provoca davvero sconforto, frustrazione, impotenza. Come lei asserisce con la citazione del proprio figlio in braccio tutte le fantasie, sogni e progetti sulla genitorialità si dissolvono come nebbia al sole. Spesso molte coppie in queste situazioni si trovano a dover affrontare la decisione su cosa fare: da una parte c’è colei o colui che sterile non è, che vorrebbe un figlio geneticamente suo, dall’altro colei o colui che è l’incolpevole e sfortunato/a portatore del problema. C’è un terzo elemento sullo sfondo: la coppia stessa. Il primo di questi si sente defraudato della propria genitorialità e dei propri sogni, probabilmente prova inconsciamente del risentimento inespresso nei riguardi del partner. Il secondo si sente colpevole per la sofferenza che la sua non fertilità cagiona al partner e a sé stesso. Non solo: soffre per il sentimento di inutilità che dà il non potere avere figli propri essendo sè stesso la causa di ciò: la fertilità è una funzione basilare nella vita di ognuno di noi, tant’è che si dà per scontato averla. Sullo sfondo la coppia è fortemente in crisi. Credo che prima di muovere qualsiasi passo, i due partner si debbano chiedere se siano sufficientemente forti per affrontare l’esistenza di questi affetti così ambivalenti dentro di loro. Chiedersi se riescono ad accettarli per poter scegliere se vogliono proseguire il loro percorso di vita assieme. Se questi passi sono superati i due partner possono definirsi coppia. Una coppia sterile, e non una coppia dove uno dei due è sterile. Questo percorso sarebbe opportuno farlo con un compagno di viaggio chiamato psicologo! Successivamente la coppia potrà scegliere se adottare un a creatura o non aver figli. Chiuderei parafrasando la frase con la quale lei ha aperto la lettera:”Capirà di essere diventata mamma (non adulta, a 14 anni si può essere madre ma non certamente adulta) quando sentirà le emozioni che scaturiscono quando stringe tra le sue braccia suo figlio, adottato o meno”. Un caro saluto!

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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