Ritardo psicosomatico del ciclo mestruale

Anonimo

chiede:

Buonasera, premetto che sono una donna di 33 anni, che il mio ciclo mestruale è sempre stato estremamente regolare e che non mi sono state diagnosticate patologie, nemmeno minime. Sono seriamente convinta di essere perfettamente in grado di concepire un figlio. Il mese scorso sono stata dal ginecologo, al mio 14esimo giorno dopo il ciclo e mi ha detto che stavo ovulando, quindi mi aspettavo che le mestruazioni arrivassero regolarmente al 28esimo giorno. Questo non è accaduto, quindi al 33esimo giorno ho fatto un test di gravidanza, ma è risultato negativo. Al 37esimo l’ho ripetuto e nuovamente l’esito è stato negativo (con mio notevole stupore e delusione). Dal momento che l’ovulazione è avvenuta nei giorni “preventivati”, mi chiedo come sia possibile che il mio desiderio di maternità riesca a inibire il regolare arrivo del ciclo mestruale. Lo capirei se non avessi ovulato, se ci fosse stata una ritardata ovulazione, ma l’ovulazione è avvenuta nei giorni corretti!!! Quello che non mi spiego è come mai dopo il secondo test negativo, davanti alle evidenze, il mio inconscio non abbia assimilato la dura realtà facendo finire questa sorta di gravidanza isterica. Il mio me “presente” grida al mio me “inconscio” di finirla con queste pagliacciate. Come posso “aiutarmi” per evitare continui ritardi del ciclo auto-indotti e tornare regolare come un tempo? È già la terza volta che questo accade, prima un ritardo di 2 giorni, poi di 5, adesso di 10… la mia “patologia” sta evidentemente peggiorando! Già la paura di non riuscire a concepire c’è (il mio lui è più grande di me e temiamo non sia molto fertile -ma andrà dallo specialista per avere delle risposte e tranquillizzarmi-), se poi comincio a vedere che non “funziono” più bene, potrei entrare in un loop di agitazione e ansia che non si esaurisce. Ringrazio in anticipo per l’aiuto

Cara signora, in effetti mi pare che il problema principale in questa situazione sia l’ansia. Un ritardo nel ciclo può essere dovuto a tanti fattori, compresa l’ansia ma non solo. Ma ho la sensazione che lei abbia deciso di volere un figlio e di avere anche deciso che non ci riuscirà, entrando in una spirale di ansia e angoscia che se non le blocca la capacità di concepire certo non le rende la vita serena né la ricerca di un figlio leggera. Due consigli: una chiacchierata chiarificatrice con il suo ginecologo, se già non lo ha fatto, per capire come mai ha questi ritardi del ciclo (magari c’è una spiegazione molto più banale del ritardo psicosomatico, insomma la inviterei a smorzare l’idea di onnipotenza su se stessa che la fa sentire in colpa e la fa entrare in quel loop che lei diceva), e dall’altra, se la situazione continua, una chiacchierata a quattr’occhi con una psicologa per capire da dove arriva questa ansia e come può incanalarla in maniera meno distruttiva per sè stessa e per i suoi progetti di maternità.
Un cordiale saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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