Alimentazione in gravidanza: quante calorie assumere - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno, vorrei porle alcune domande sul mio stato attuale. Da circa un anno seguo un’alimentazione controllata tramite un’app contacalorie. Cerco di mangiare sano. Prima della gravidanza ero 55 kg x 173 cm con un fabbisogno calorico di circa 1950 calorie. Questo fabbisogno mi permetteva di mantenere il mio peso e di concedermi qualche sgarro (cena al ristorante o pizza un paio di volte al mese). Sono fissata con il peso, lo ammetto. Ho iniziato a preoccuparmi troppo al terzo mese quando ero ingrassata già di 3 kg pur mantenendo le calorie di prima. Cosi ho iniziato ad abbassarle, cercando di mangiare più proteine perché la fame era incontrollabile e  le proteine riescono a saziarmi un po’ più a lungo. Il problema è che adesso ingerisco a malapena 1500 calorie, sono al sesto mese e i kg continuano a salire in modo assurdo pur facendo la fame. Ho anche pensato di sbagliare qualcosa nell’inserire gli alimenti nel contacalorie, ma in ogni caso il mio aumento di peso non coincide con la mia alimentazione. Se tengo conto del surplus calorico dato da questo trimestre, mi corregga se sbaglio, dovrei assumere circa 2200 calorie. Quindi anche sbagliando sono comunque in deficit di circa 700 calorie al giorno . La tiroide è normale. Ora peso 62 kg e faccio la fame mi creda. Sto lavorando ancora, ho un bar e faccio circa 10/12 mila passi al giorno e sto in piedi tutto il giorno. Non capisco dove sbaglio, il bambino sta bene ma io no. Sta diventando il mio chiodo fisso, non riesco più a guardarmi allo specchio. Non so dove sbattere la testa, potrei fare anche più movimento ma non ne ho la forza: sto in piedi tutto il giorno e quando arrivo a casa sono stremata. Mi vergogno di dire a chiunque quanto mangi, perché mi darebbero della pazza e chi crederebbe ad una donna incinta quando dice che mangia poco ma aumenta di peso a dismisura? La prego mi aiuti

Gentile signora, le consiglio di rivolgersi immediatamente a un professionista della nutrizione. Durante la gravidanza è assolutamente sconsigliato mettersi a dieta ferrea, specie se “fai da te”. Gli unici casi in cui si consigliano diete in gravidanza è quando la puerpera ha già una condizione di grave sovrappeso o obesità prima dell’istaurarsi di una gravidanza (IMC > 25 sovrappeso o IMC > 30 obesità).
Le ricordo infatti che all’interno di certi limiti, un aumento di peso è totalmente naturale e fisiologico e dipende da:

  • 25 % feto
  • 25 % aumento del volume plasmatico e del liquido extracellulare
  • 30 % aumento del tessuto adiposo materno (necessario per far fronte alle richieste energetiche fetali degli ultimi mesi di gestazione, quando il feto cresce rapidamente)
  • 10% aumento del volume di utero e mammelle
  • 5 % placenta
  • 6 % liquido amniotico

Come vede solo un 30% del peso accumulato dipende dal grasso materno. Il grasso materno si deposita tra la decima e trentesima settimana di gestazione. Dopo la trentesima settimana il deposito si arresta e la richiesta energetica del feto aumenta. Il grasso accumulato in realtà è solo funzionale, in quanto serve a sopperire, negli ultimi mesi di gestazione, alla grande richiesta energetica fetale.

Le donne con un IMC (indice di massa corporea) pre-gravidico normo-peso (18,5<IMC<24,99) o sotto-peso (IMC < 18,5 sottopeso) dovrebbero avere almeno un apporto calorico giornaliero di 30 Kcal/Kg/die (circa 2000 – 2200 Kcal giornaliere). Durante la gravidanza aumentano notevolmente i fabbisogni sia di macronutrienti (soprattutto l’apporto proteico) e di molti micronutrienti (di nota il ferro) come alcune vitamine (di particolare rilievo vitamina B9 o acido folico).

Molti studi hanno dimostrato che un’eccessiva restrizione calorica in gravidanza espone i bambini ad una riduzione del peso alla nascita (sottopeso). Il range calorico durante la gravidanza dovrebbe essere compreso tra le 1800 – 2800 Kcal/die. Secondo le linee guida la quantità di carboidrati giornalieri non dovrebbe essere mai inferiore ai 175 g/die. Di questi 175 g, 140 g sono necessari a ricoprire il metabolismo basale materno, mentre 35 g sono necessari per coprire il metabolismo fetale cerebrale. In effetti se si riduce di troppo l’introito di carboidrati, la madre produce un eccesso di corpi chetonici che sono dannosi per il feto, che potrebbe non completare in modo corretto lo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale (SNC) esponendolo anche a  un maggior rischi di mortalità perinatale tra la 28 esima settimana di gestazione e la quarta settimana dopo la nascita. Sembra inoltre che le gravi restrizioni alimentari subite dal feto nella vita intrauterina possano avere anche effetti negativi nel lunghissimo termine con aumentata morbilità perinatale, problemi nutrizionali, neuropsichici, metabolici e cardiovascolari.

Quindi per evitare gravi complicanze, nel breve e nel lungo termine, le consiglio di lasciar perdere le app e la dieta fai da te e di rivolgersi a un nutrizionista che saprà stilare per lei un piano alimentare in grado di soddisfare i fabbisogni energetici fetali e materni evitando di farle “fare la fame”. La esorto a farsi aiutare, lei non è un medico, né un nutrizionista. In questi casi non è possibile affidarsi ad app che, tra l’altro (a seconda del produttore), sono del tutto inaffidabili. La sua salute e quella di suo figlio/a sono un bene prezioso da tutelare. Cordiali Saluti.

Alimentazione in gravidanza: cosa mangiare (e quanto) e cosa evitare

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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