Anonimo

chiede:

Gentile dottoressa,
mi chiamo Monica, ho 35 anni e sono mamma di un bimbo di 11 mesi. Mio
figlio è sano e cresce bene ma dorme molto poco. Sono rientrata al lavoro
da ormai 7 mesi e sono molto impegnata come tutte le mamme lavoratrici. Da
qualche tempo mi scopro a paventare il rientro a casa dopo il lavoro e
l’arrivo del fine settimana, dei momenti in cui mi devo occupare a tempo
pieno del mio bimbo. Mi ritrovo a fermarmi in ufficio mezz’ora in più o a
fermarmi in qualche negozio al rientro, invece di correre a casa. Mi
accorgo di guardare il mio bambino e di sentire solo la fatica e non la
gioia di mamma. Tutto questo mi spaventa, non ne parlo con nessuno perché
mi sento snaturata e mi chiedo: può essere solo la stanchezza cronica
delle notti insonni, può essere una forma di depressione o può essere che
io non sia adatta al ruolo di madre?

Può essere semplicemente che lei è sincera con sé stessa: quante mamme
vivono il suo stesso stress, ma non lo ammettono?
Un bambino non è un bambolotto: richiede molte cure ed attenzioni, è il
lavoro più faticoso che c’è. Ma anche il più gratificante: cerchi di gestire
meglio il suo tempo e le sue energie. Lei è una buona mamma, come tutte:
deve solo organizzarsi meglio e magari farsi aiutare un po’ da suo marito.
Cari saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Psicologo