Nel mondo i lavori da fare sono tantissimi... - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gentile Dottoressa, ho riportato questa frase presa da un suo precedente intervento, che indirettamente viene incontro anche a me. In questi mesi (solo due, per ora), in cui ho cercato un figlio sono sempre stata, allo stesso tempo, convinta e combattuta. Convinta che un figlio non abbia pari con nessun altra soddisfazione che la vita possa offrire e combattuta perché da quattro anni sto lavorando, ma ancora a tempo determinato, per cui se riuscirò a restare incinta dovrò necessariamente mettermi nell’idea che quando sarà il momento dovrò ricominciare a cercare un lavoro. Questo da una parte mi fa una gran paura, ma poi penso a questo mio figlio che ancora non c’è e che pure per me esiste e mi convinco che noi saremo più forti e ce la faremo. Eppure questo dualismo nei pensieri, questa certezza che si mischia all’incoscienza, mi sta realmente massacrando. Mi sento da un lato bombardata dal mondo in cui vivo: l’affitto carissimo, le bollette, i bambini della pubblicità svezzati con latte in polvere che dev’essere d’oro, le mie abitudini fatte anche di cene fuori, teatro, cinema, shopping… Dall’altro lato mi sento mamma, nel senso più ampio del termine: sento qualcosa che credo si avvicini all’istinto, qualcosa che non saprei spiegarle razionalmente. Ma come conciliare i due aspetti? È una questione economica (i soldi non bastano mai, o non bastano più), oppure è un non voler rinunciare a dei “diritti acquisiti” di bella vita, non lussuosa, non sregolata, ma bella? Vede, Dottoressa, due anni fa è morto un mio amico: aveva 32 anni, l’ho visto vivo e sano l’ultima volta al mio matrimonio e 47 giorni di cancro dopo era al cimitero. La sua morte mi ha in qualche modo aperto la porta su ciò di cui le ho parlato e mi ha convinta che il nostro passaggio in questa vita può essere troppo breve per passarlo a rincorrere gesti che non lasceranno tracce. Eppure, eppure… c’è sempre un eppure. Crede che ci sia una risposta? Grazie,

Cara Cla,
si, una risposta c’è: l’essere conta sempre più dell’avere ed “essere madre” conta sempre più di “avere un figlio”. Tanti cari auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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