Anonimo

chiede:

Egregi specialisti, ho 33 anni e sono rimasta incinta già al primo tentativo, sono all’ottava settimana. Dovrei essere contentissima e invece ho paura di non riuscire a portare a termine la gravidanza, in quanto qualche mese fa mi è stata diagnosticata la mutazione del gene MTHFRA129C allo stato eterozigote. Gli anticorpi anticardiolipina sono a livello buono,anche se anni fa mi erano stati trovati alti. In realtà nel 2003 dalle analisi era risultato che avevo la mutazione anche dell’altro gene, l’MTHFRC677T. Anche mio marito presenta la mutazione allo stato eterozigote di entrambi questi geni, e anche del gene human PAI. Riguardo a me, prendo, come acido folico, il FOLIDEX già da diversi mesi, crede che dovrei assumerne un altro tipo più adatto al problema, come ad esempio il Prefolic? In più,il mio grande dubbio riguarda la CARDIOASPIRINA. La ginecologa da cui sono stata per la prima visita mi ha detto di prenderla almeno fino alla fine della dodicesima settimana, dopodiché di ripetere alcune analisi tra cui quelle degli anticorpi. Secondo lei il mio rischio trombofilico è minimo ma per stare tranquilla è il caso che io prenda questa Cardioaspirina. Il problema è che ho paura che in qualche modo l’assunzione di questo farmaco possa nuocere al bambino o peggio provocare aborto..Inoltre mi dà bruciori di stomaco ma non è tanto per questo che sono preoccupata. Secondo voi l’approccio al problema con la cardioaspirina è corretto o la linea che da seguire in questi casi è differente? Vi prego di porre attenzione al mio problema, sono 2 notti che mi sveglio di soprassalto con l’incubo di perdere il bambino, eppure non sono mai stata una persona ansiosa. Grazie mille,

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile signora Silvia,
premesso che le alterazioni genetiche riscontrate a suo marito non influenzano il suo rischio tromboembolico e gravidico, dovrà monitorare l’omocisteinemia e tenerla nei limiti di norma tramite assunzione di acido folico (meglio il Prefolic, che non necessita di un ulteriore passaggio enzimatico) ed eseguire profilassi con acido acetilsalicilico a basse dosi come consigliato dalla sua ginecologa (in alternativa è proponibile l’uso di eparina a basso peso molecolare per somministrazione sottocutanea). Utile anche la supplementazione con acidi grassi essenziali omega 3, oltre ad una sana alimentazione e adeguata attività fisica, per non eccedere nell’incremento ponderale. Cordiali saluti ed auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Ginecologo