Morte intrauterina a 38 settimane: come superarla - GravidanzaOnLine

“Ho perso mio figlio alla settimana 38 per un nodo al cordone ombelicale…”

Gios88

chiede:

Salve, sono una ragazza di 31 anni. Lo scorso novembre ho perso mio figlio alla 38esima settimana per via di un nodo al cordone ombelicale. La rabbia è tanta, il dolore è inspiegabile. A volte non mi sembra ancora vero, e invece sono passati quasi 10 mesi. Mio marito vorrebbe un altro bambino: ha desiderato tanto un maschietto. Abbiamo già un altra bimba e lei era innamoratissima del suo fratellino: è stata dura doverle dire che lui era diventato un angelo. E, proprio per l’amore che provava per lui, riproverei a regalarle un altro fratellino, ma più passa il tempo e più la voglia di riprovarci sta diminuendo. All’inizio avevo dei sensi di colpa, non avrei mai voluto sostituirlo. Inoltre, superare tutto quello che ho passato in ospedale non è stato e non è tuttora facile: ho paura che ricapitino le stesse situazioni! Avrei potuto fare qualcosa per evitare quello che è accaduto? C’è stato qualche sintomo che non ho sentito in tempo? Mi colpevolizzo molto:  ho paura di aver sbagliato qualcosa e di non meritare più di diventare madre. Ho cercato di proteggerlo da tutto e di stare attenta in ogni minimo particolare per poi perderlo così. Ho paura a fidarmi anche della mia dottoressa, temo che non sia stata abbastanza attenta. Insomma, ho paura di tutto! Vorrei provare ad andare avanti con delle certezze adesso, ma so che è impossibile! Aspetto una sua ”vicinanza”, Grazie.

Salve, mi dispiace molto per la sua perdita. Perdere un bambino è sempre un lutto enorme, e il lavoro di elaborazione è lungo. Sono tante le paure che ha riportato scrivendo la sua domanda, e proprio su queste deve lavorare: in questo modo avrà la possibilità di ascoltarsi e di capire ciò che desidera, senza sentirsi frenata dalle paure stesse o dai bisogni degli altri. In queste situazioni i sensi di colpa sono solo distruttivi e non fidarsi della sua ginecologa è una reazione per dare senso all’accaduto; tuttavia non so quanto andare da un altro specialista sia veramente la soluzione, ma provarci magari potrebbe aiutarla a voltare pagina, a re-iniziare da zero senza associare chi la seguirà a un momento molto doloroso della sua vita. Le paure vanno affrontate ed è importante che non arrivino a guidare le sue scelte: anzi, deve dimostrare di essere più forte delle sue paure, anche solo facendo un passo più lungo di quello che farebbe solitamente. Questo potrà aiutarla a uscire dalla sua zona di comfort, che oggi la sta riempiendo di paure senza stimolarla ad andare avanti. Se ha bisogno di “vicinanza” mi scriva pure: nel frattempo mi auguro di esserle arrivata e di aver toccato un po’ delle sue paure. Un abbraccio.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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