Anonima

chiede:

Buongiorno,
nei controlli effettuati dopo un interruzione di gravidanza mi è stata trovata una malformazione artero venosa uterina (all’inizio pensavano fossero residui di materiale) che i medici sostengono ci fosse già da prima ma nessuno se ne era mai accorto.
Premetto che ho fatto diversi trattamenti di fecondazione assistita, quindi preceduti da tanti controlli, ecografie e una idrosonografia, e non si era mai visualizzato niente di anomalo.
È possibile che questa malformazione sia stata causata dal raschiamento? Può essere colpa del medico che ha effettuato l’operazione o semplicemente il mio corpo ha reagito così? Ci sono possibilità che guarisca spontaneamente?
Il medico dell’ospedale mi ha parlato di intervento per effettuare una embolizzazione: ho speranze di rimanere di nuovo incinta dopo questo intervento e riuscire a portare a termine una gravidanza? Chiedo scusa per tutte le domande e ringrazio chi vorrà rispondere.

Non posso risponderle in quanto non mi specifica alcuni dettagli come la esatta sede, le dimensioni della anomalia artero-venosa.
Le alterazioni arterovenose consistono in comunicazioni anomale fra vene e arterie che si verificano in genere o per fattori ereditari, sporadici o congeniti, ma anche come possibile complicanza di procedure chirurgiche. Quando è di piccola entità lo shunt non causa nessuno scompenso cardiocircolatorio. Nel caso in cui la fistola arterovenose avesse una portata maggiore alla lunga può causare problemi cardiaci nella persona portatrice. Pur non conoscendo, ribadisco nel dettaglio la sua condizione, presumo che dopo il trattamento non ci siano più rischi di nessun genere.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Ginecologo