IVG: non riesco a perdonare me stessa per quello che ho fatto… - GravidanzaOnLine

IVG: non riesco a perdonare me stessa per quello che ho fatto…

Anonimo

chiede:

Gentile dottoressa, ho 46 anni e ho scoperto da qualche mese questo sito. È un peccato, non averlo scoperto prima, avrei sicuramente salvato
il mio bambino per tutti i consigli e gli aiuti che vengono dati alle donne
in attesa di un figlio. Ho fatto una IVG ad aprile scorso, non avevo nulla
che non andasse bene tranne, forse, la mia età, e solo per questa alcuni
medici mi hanno consigliato di abortire, mio marito era terrorizzato all’idea di avere un bambino portatore di handicap, mia madre mi sottolineava spesso che ero troppo avanti con gli anni ed in più c’è di mezzo un lavoro che
per quanto importante sia mi ha rubato tutti i momenti più belli e sereni dei miei ultimi 12 anni.
Nonostante sia passato quasi un anno non riesco ancora a riprendermi, sono logorata dal rimorso, odio mio marito, sopporto appena mia madre ma soprattutto non riesco a perdonare me stessa per quello che ho fatto. L’atmosfera in casa è cambiata e chi ne paga le conseguenze sono i miei
due ragazzi. Sono spesso costretta a soffocare il mio dolore, piango quando rimango da sola, non ho momenti di distensione perché non frequentiamo
amici e non usciamo quasi mai e la tensione cresce giorno dopo giorno. Ho poca stima di me. Mi aiuti la prego, è la seconda volta che le scrivo. Non
credo che mi basti sentire di dover dimenticare perché me lo hanno ripetuto in molti ma non mi è servito. Attendo fiduciosa una sua risposta e la
ringrazio anticipatamente.

Cara Giusy,
perdoni la battuta, ma la sua lettera mi ricorda Marzullo quando dice: ‘si
faccia una domanda e si dia una risposta’… Purtroppo non le posso che
confermare quello che lei non vorrebbe sentirsi dire: quello che è successo
è successo e a lei non resta che guardare avanti… Cosa altro vorrebbe
fare?
Si faccia coraggio, perché la sua famiglia ha ancora bisogno di lei (e lei
di loro!)
Cari saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Psicologo