Intolleranza glicemica - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buonasera, sono una donna di 39 anni, per esami di routine ho
ho fatto l’esame della emoglobina glicata che è risultata alterata, di seguito la dottoressa mi ha fatto fare l’esame della curva glicemica ed i risultati sono stati i seguenti:
basale 115
+ 30 155
+60 184
+90 162
+ 120 154
+ 180 145
curva insulinemica
basale 16.6
+30 56
+60 117
+90 136
+120 125
+180 181.9.
La dottoressa mi ha parlato di prediabete e di intolleranza glicemica e mi ha consigliato di rivolgermi ad un diabetologo. Mi può cortesemente spiegare cosa si intende per prediabete e per dieta adeguata?
Grazie anticipatamente

Gentile lettrice, la ridotta tolleranza al glucosio è una condizione che segnala la presenza di un difetto nel segnale insulinemico; per semplicità, dopo i pasti il livello del glucosio nel sangue si alza per effetto del cibo ingerito. Ciò determina l’increzione dell’ormone insulina da parte del pancreas; il ruolo di questo ormone è quello di consentire l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule, laddove lo zucchero verrà utilizzato come fonte per la produzione di energia. Naturalmente l’insulina svolge anche un certo numero di altri ruoli, che in generale potremmo definire anabolizzanti: stimola cioè la biosintesi delle proteine, la formazione degli acidi grassi di deposito, insomma mette in moto un meccanismo biologico di risposta alla disponibilità di cibo. L’insulina svolge questo ruolo legandosi a specifici recettori molecolari posti sulla superficie di tutte le cellule; il risultato di questa interazione è l’attivazione di altre molecole interne alla cellula le quali, nel loro insieme, determinano il corretto svolgersi di tutte quelle funzioni cui accennavo poco sopra. La ridotta tolleranza al glucosio un effetto dell’insulinoresistenza, cioè del fatto che, per difetti recettoriali (problemi nel legame dell’insulina al suo recettore) o post-recettoriali (problemi nella corretta attivazione delle molecole a valle), l’insulina non è più in grado di svolgere efficacemente queste sue azioni. Ciò si traduce da una parte in una incapacità di abbassare il tasso di glucosio nel sangue (la glicemia resta alta dopo un carico di glucosio invece di abbassarsi) e dall’altro una maggiore richiesta di increzione di insulina (perché il sistema biologico riconosce la necessità di fare entrare il glucosio nelle cellule) che quindi resta alta. Questa condizione si chiama prediabete in quanto precede l’insorgenza del diabete di tipo 2. Un approccio mirato e multidisciplinare (motorio ed alimentare), senza uso di farmaci, è in grado di migliorare il profilo di sensibilità all’insulina determinando una regressione del prediabete prima che si trasformi in diabete di tipo 2.
Cordialmente,

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande

Specializzazione

  • Nutrizionista