Genitori separati e domande dei figli - GravidanzaOnLine

"Mi sono separata da mio marito e mia figlia continua a chiedere di lui..."

Anonimo

chiede:

Salve dottoressa, purtroppo in questo periodo io e il mio compagno ci siamo separati e lui è tornato dai suoi genitori. Non è ancora niente di “ufficiale” ma avendo una bambina (ha tre anni) le cose si complicano. Lei mi chiede continuamente dove sia il papà e io le rispondo tranquillamente, ma forse il fatto che non si possano vedere per via della quarantena complica le cose. Non vorrei che questo episodio la traumatizzasse. Come posso comportarmi e come posso spiegarle la separazione senza allarmarla? La ringrazio.

Gentile signora, la questione che lei pone non è di facile risposta. In generale, una separazione pone sempre delle emozioni che hanno tutto il diritto di essere problematizzate dai bambini. Credo che la cosa più importante sia continuare a far esistere il papà attraverso le sue parole. Anche se non è fisicamente presente nella vostra quotidianità, può comunque esserlo nei suoi racconti, nelle telefonate, nelle fotografie, nei disegni che magari decidete di fare “per papà”. Lei scrive che la bimba “chiede continuamente”, dunque immagino con una certa insistenza si ripresenti la domanda e, di conseguenza, anche la sua risposta. Il punto allora non è la spiegazione logica (il perché non le è possibile incontrare il padre) ma è l’angoscia che la separazione porta con sé. Questo non deve allarmare sulla possibilità che un trauma si installi in sua figlia ma, piuttosto, potrebbe indicare, il tentativo della bambina di dominare le emozioni che scaturiscono da questa esperienza. Talvolta le agitazioni che scaturiscono dalla fine di una relazione coniugale non sono da attribuirsi alla separazione in sé, un dolore che può essere elaborato con tempi propri da ogni soggetto, ma alla conflittualità che può accompagnare questi momenti. Cosa dire allora ai bambini? La nostra parola, l’empatia che riusciamo a veicolare con il nostro discorso sarà la chiave di volta. Ai genitori il compito di riuscire a “costruire una casa condivisa” in cui il bambino si senta libero di esprimere le sue perplessità, sicuro tra le sue mura (i genitori) che sono pronte ad accoglierlo, qualsiasi cosa accada.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande

Specializzazione

  • Psicologo

Categorie