A volte penso di non farcela… - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Salve Dottoressa,
Le scrivo a sedici mesi dal parto (tanti ne ha la mia meravigliosa bambina!).
Le ho scritto prima di partorire una lettera piena di ansia ed angoscia dovute al dopo-parto, alla mancanza di aiuti esterni che sicuramente non
avrei avuto, ai brutti caratteri ed alle fisime della mia famiglia ed al
mondo ‘negativo’ che mi circonda… E così è stato con la pillola che
ci si è messo anche mio marito che solo ora mi aiuta in qualche
piccolissima faccenda (fare il bagnetto o cambiare la bimba).
Per la sistemazione della bimba ho risolto col nido, sono contenta ma
spesso si ammala e quando succede c’è una signora che la guarda e che mi
accontenta parecchio (se non fosse per le cifre da capogiro tra asilo e
baby-sitter direi che avrei risolto!) E allora?
Beh! Altro che depressione post-partum, credo di essere vicina ad una
separazione (i litigi non si contano più), sono arrabbiata col mondo
intero, tutti mi vengono contro e la mia vita si divide tra lavoro, spesa,
faccende domestiche sbrigandomi il più possibile per dedicarmi
completamente a mia figlia. Sono felicissima di lei perché riesco a
giocarci molto bene e vedo che tra me e lei c’è un amore infinito, riesco
persino a nasconderle quanto soffro, quando mi sento sola, quanto fatico a
non farle vedere in che cavolo di mondo vivo. Il problema è proprio
questo:
per farle vedere che il mondo non è quello che è, spendo un sacco di soldi
(darla a mia madre sarebbe molto più economico ma i danni psicologici,
educativi, ecc. poi chi me li ripaga?), spendo un sacco di fatica (spesso
non dormo la notte perché non riesco a fare tutto, lei ancora si sveglia a
volte ed il problema è solo mio. Insomma. A volte sento di stare per
scoppiare e se non fossi una persona molto razionale, forte (ho superato
momenti peggiori), se non avessi quella meraviglia di figlia che mi ha
dato il Signore (non sono credente ma per me è stato un regalo divino) io avrei
fatto qualche pazzia. É difficile, è difficilissimo e sono così infelice.
E poi l’unica cosa che credevo veramente solida è finita, perché penso
proprio che sia finito il mio matrimonio e sono disperata perché non
voglio togliere la possibilità a mia figlia di vivere con il padre e non
sopporterei in futuro di vedere mia figlia che va il week-end con il padre
ed un’altra donna. No! Non lo sopporterei! Mi trovo in un vicolo cieco e
sono sicura che non è colpa mia. Se io le spiegassi i veri motivi lei
concorderebbe col fatto che non sono io che ho le fisime. Mi serve però la
motivazione, la forza per tornare a vivere, a sorridere malgrado tutto
perché da quando è nata Letizia, io sto semplicemente arginando, tappando
buchi, rincorrendo, riparando e così via, trascurandomi totalmente perché
senza aiuti esterni di nessun tipo. Ho solo una grande amica che ha un
marito perfetto, una famiglia perfetta e soprattutto una madre perfetta e
lei mi sostiene molto psicologicamente e fa quello che può fare (anche
semplicemente con un messaggino del telefono) e mi sostiene molto.
Il problema è proprio questo però, come posso andare avanti così. Mi odio.
Odio le persone che si piangono addosso. Sto facendo tutto quello che
naturalmente non farei e soprattutto non mi diverto e non mi interesso più
a nulla ma SOLO perché non ho veramente il tempo. Mi aiuti, Mi dia un
consiglio efficace perché a volte penso di non farcela.
La ringrazio anticipatamente.

Cara signora,
credo che lei abbia bisogno di capire perché si odia, perché non accetta le
sue fragilità, perché, pur essendo consapevole di aver avuto un regalo
‘divino’ dalla vita ne vede solo gli aspetti negativi.
A volte anche una persona molto intelligente, come sicuramente è lei, può
entrare nel tunnel della depressione, vedere le cose con pessimismo ed
annunciarsi catastrofi che, come ha visto, poi si realizzano. C’è un modo
per uscirne: cambiare lo stile del pensiero. Accettare i propri limiti,
concedersi il lusso di fare errori, imparare dai propri errori per
migliorarsi ed essere più capace ad affrontare gli eventi negativi della
vita. Il suo matrimonio non è sicuramente del tutto fallito: se lei cercherà
di concentrarsi sugli aspetti positivi che vi legano, favorirà i momenti di
intimità, di affetto, di ‘coccole’, date e ricevute, vedrà che sarà
possibile riaprire ancora un dialogo, spiegarsi, capirsi, perdonarsi.
Ci vuole maggiore fiducia: se fossi in lei non mi accontenterei dell’amica
che fa di tutto per farle da psicologa, andrei da una vera. Non mi dica che
non ha i mezzi, perché questo non è il problema: ci sono anche psicologhe
che lavorano gratis nei consultori. Ed in ogni caso, si tratta della sua
salute, di sua figlia, del suo matrimonio, della vostra vita…
Cordiali saluti e auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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