QSP (quadro siero proteico): a cosa serve e risultati - GravidanzaOnLine

Cosa misura il quadro siero proteico (QSP) e quali sono i risultati

Il cosiddetto quadro siero proteico, o QSP, è un utile indicatore della funzionalità epatica: ecco come si svolge l'esame e quali sono i risultati.

Tra gli esami che si effettuano durante la gravidanza ce ne sono alcuni specifici volti a studiare lo stato di salute degli organi, e, quindi, la loro funzionalità.

Tra questi si trova il cosiddetto quadro siero proteico (QSP), detto anche protidogramma o elettroforesi proteica, un esame di laboratorio che serve per isolare e misurare le proteine presenti nel sangue.

Il QSP serve per valutare in particolare la funzionalità del fegato e a rilevare eventuali anomalie.

Cos’è il quadro siero proteico (QSP)?

Il quadro siero proteico si ricava dall’esame di laboratorio di un campione di sangue, che viene prelevato a digiuno.

Nel dettaglio, il QSP è la “fotografia” delle proteine presenti nel sangue, che vengono  di 5 frazioni: albumina, a1 (alfa1), a2 (alfa2), b (betaglobuline) e g (gammaglobuline). La loro misurazione consente di identificare eventuali alterazioni, che possono indicare problemi epatici.

In particolare, a ciascuna frazione corrisponde una funzionalità specifica. Vediamole nel dettaglio:

  • Albumina: 59-69%, il valore di riferimento è 3,6-4,9 grammi/decilitro (g/dl). Se il valore risulta inferiore può indicare malnutrizione, malattie renali o epatiche, infiammazioni o problemi alla tiroide. In gravidanza valori inferiori al normale sono considerati normali, mentre un aumento dei valori può indicare disidratazione.
  • Globuline alfa 1: 2,0-3,5%, il valore di riferimento è 0,2-0,4 grammi/decilitro (g/dl). Valori bassi possono indicare malattie epatiche o renali, enfisema congenito. Valori più alti possono indicare invece infiammazioni o infezioni. Se si assume la pillola anticoncezionale o in presenza di una gravidanza i valori possono aumentare.
  • Globuline alfa 2: 6-11%, valore di riferimento 0,4-0,8 grammi/decilitro (g/dl). Se i valori sono alti possono esserci infiammazioni o infezioni in corso, malattie renali, infarto cardiaco, diabete, sindrome di Down e alcuni tumori. Se i valori sono bassi può trattarsi di malnutrizione, patologie epatiche o emolisi.
  • Globuline beta: 6-12%, valore di riferimento 0,6-1 grammo/decilitro (g/dl). Valori alti possono indicare ipercolesterolemia, anemia, mieloma multiplo. Anche in questo caso durante la gravidanza un aumento è normale. Valori bassi possono indicare invece malnutrizione o cirrosi epatica.
  • Globuline gamma: 9-20%, valore di riferimento 0,9-1,4 grammo/decilitro (g/dl). Valori alti possono essere indice di malattie immunitarie, malattie infiammatorie croniche, artrite reumatoide, lupus, malattie croniche del fegato, infezioni, alcuni tumori, mieloma multiplo, linfoma, macroglobulinemia di Waldenstrom. Valori bassi possono indicare invece malattie genetiche del sistema immunitario o immunodeficienza secondaria.

L’esame dell’elettroforesi sieroproteica, come riporta l’Istituto superiore di Sanità

Serve per accertare (diagnosticare) o seguire nel tempo (monitorare) malattie che hanno tra le loro manifestazioni la produzione o l’assenza anomala di proteine come avviene, ad esempio, nelle malattie a carico del fegato e dei reni, nei casi di infezioni o infiammazioni, nelle malattie autoimmuni e, nei casi più gravi, quando si sospetta un mieloma multiplo o la sclerosi multipla.

Come si svolge l’esame del QSP?

L’esame viene effettuato in laboratorio su un prelievo di sangue. Di solito si consiglia di presentarsi al prelievo a digiuno da almeno 9-12 ore, per non rischiare di falsare i risultati. Per sottoporsi all’esame non serve alcuna preparazione particolare. Come spiega l’Iss, l’esame viene prescritto:

Quando si sospetta la presenza di un’infiammazione, un’infezione, una malattia autoimmune, una malattia renale o epatica quando si sospetta una malattia associata con la produzione di un componente monoclonale, ossia anticorpi con la stessa identica struttura chimica (ad esempio il mieloma multiplo e sue varianti, la macroglobulinemia di Waldenström, l’amiloidosi, etc).

I risultati del quadro siero proteico

I valori delle frazioni di proteine nel sangue variano tra gli uomini e le donne, e in condizioni particolari come la gravidanza valori che normalmente possono risultare alterati in realtà non lo sono, per i molti cambiamenti fisiologici che interessano la donna.

I valori normali delle frazioni di proteine plasmatiche vanno da 6 a 8 g/dl di proteine totali, e nello specifico (i valori variano a seconda del laboratorio che esegue le analisi):

  • albumina: 59-69%, valore di riferimento 3,6-4,9 g/dl
  • a1 globuline: 2,0-3,5 %, valore di riferimento 0,2-0,4 g/dl
  • a2 globuline: 6-11%, valore di riferimento 0,4-0,8 g/dl
  • beta globuline: 6-12 %, valore di riferimento 0,6-1 g/dl
  • gamma globuline: 9-20%, valore di riferimento 0,9-1,4 g/dl
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