Sindorme Down, un test del sangue permette di identificare le alterazioni cerebrali

Scoperto un nuovo test che con un semplice prelievo di sangue identifica, nei bambini con Sindrome di Down, le alterazioni cerebrali e lo sviluppo precoce del morbo dell'Alzheimer. Lo studio è stato eseguito da un team di ricercatori dell'Università La Sapienza, del Policlinico Gemelli e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Un nuovo studio sviluppato dai ricercatori dell’Università La Sapienza in collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli di Roma ha scoperto nel sangue dei bambini con Sindrome di Down i segnali dello sviluppo precoce dell’Alzheimer.

Attraverso un semplice prelievo del sangue gli scienziati hanno identificato, dunque, alterazioni cerebrali alla base della disabilità intellettiva. Vediamo i 3 motivi principali della scoperta scientifica evidenziati dagli autori.

Sindrome Down, nuovo test con prelievo di sangue per identificare le alterazioni cerebrali

La sindrome di Down è la causa genetica di disabilità intellettiva più comune nel mondo ed è dovuta alla presenza massiccia, in parte o in toto, del cromosoma 21.

Nella popolazione generale, 1 bambino ogni 1000 nasce con tale sindrome. La disabilità intellettiva è costante, ma il suo grado è variabile. Inoltre, l’evoluzione della sindrome di Down può essere condizionata da un invecchiamento precoce e dalla comparsa dell’Alzheimer.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Alzheimer & Dementiaha analizzato attraverso dei test ematici i segnali delle alterazioni cerebrali nei bambini con Sindrome di Down.

In passato, già diverse ricerche si erano occupate di studiare come le alterazioni del segnale a livello cerebrale di insulino-resistenza, siano alla base del declino cognitivo sia durante il normale processo di invecchiamento che durante lo sviluppo di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Oggi, un gruppo di studiosi del Dipartimento di Scienze biochimiche dell’Università di Roma La Sapienza in collaborazione con il Centro Sindrome di Down dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Fondazione Policlinico Gemelli, ha evidenziato per la prima volta che:

Le alterazioni del segnale dell’insulina a livello cerebrale si verificano molto presto nei bambini e negli adolescenti con sindrome di Down. Queste alterazioni dell’età pediatrica contribuiscono in maniera importante alla disabilità intellettiva che presentano i bambini affetti da tale Sindrome.

Inoltre, il team ha sottolineato la possibilità di identificare questo tipo di alterazioni attraverso un semplice test ematico.

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L’importanza della scoperta scientifica raccontata dagli autori

Il Dott.Eugenio Barone e la Dott.ssa Marzia Perluigi, coordinatori dello studio nonché ricercatori presso il Dipartimento di Scienze biochimiche A. Rossi Fanelli de La Sapienza, hanno riferito:

Quello che pensiamo è che il perdurare di questo tipo di alterazioni possa facilitare lo sviluppo precoce della malattia di Alzheimer in queste persone. Questo lavoro rappresenta una scoperta importante principalmente per tre motivi:

  1. l’aver dimostrato che queste alterazioni si verificano molto presto, già nei bambini con Sindrome di Down;
  2. il metodo utilizzato: riuscire con un prelievo di sangue a risalire ad alterazioni cerebrali per le quali oggi non abbiamo altri strumenti diagnostici in grado di identificarle;
  3. identificare quanto prima le alterazioni che si verificano nel cervello, soprattutto nei bambini con sindrome di Down, permetterà di studiare in maniera ancora più approfondita le cause della loro disabilità intellettiva, aprendo di conseguenza a possibili trattamenti terapeutici in grado di migliorarne la qualità di vita.
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