Le controindicazioni per l’epidurale

Le controindicazioni per l’epidurale

Sono sempre più numerosi, in Italia, i centro nascita che offrono la possibilità di richiedere l’anestesia epidurale durante il travaglio. Per accedere all’epidurale è indispensabile fare un colloquio preliminarecon l’anestesista, che viene di norma fissato entro il terzo mese di gravidanza. Oltre a spiegare nel dettaglio il funzionamento dell’epidurale e le modalità di somministrazione, lo specialista valuta, in quella sede, l’esistenza di eventuali controindicazioni per l’epidurale.

I casi che presentano controindicazioni per l’epidurale non sono numerosi, ma vanno tenuti in debita considerazione, per il rischio di complicazioni e imprevisti anche seri. L’anestesia epidurale è controindicata, per esempio, nelle gestanti che soffrono di malattie o alterazioni della coagulazione del sangue. Per accedere alla somministrazione, infatti, vengono richiesti esami del sangue specifici, volti appunto ad escludere l’esistenza di questo tipo di controindicazioni per l’epidurale. Per la stessa ragione, le donne sottoposte a terapia con farmaci anticoagulanti potrebbero dover rinunciare all’anestesia epidurale. La valutazione sarà fatta in sede di visita anestesiologica, quando sarà anche vagliata l’ipotesi di sospendere temporaneamente la terapia (se le condizioni della paziente lo consentono).

Anche le gestanti che soffrono di gravi scoliosi o malformazioni importanti a carico della colonna vertebrale potrebbero dover rinunciare all’epidurale, così come le donne affette da alcune malattie neurologiche. Determinate cardiopatie possono rappresentare altri casi di controindicazioni per l’epidurale, che saranno sempre valutate durante il consulto preliminare con lo specialista del punto nascita scelto per il parto. Altre controindicazioni per l’epidurale possono infine insorgere dopo la visita anestesiologica, al momento stesso del travaglio. È il caso, per esempio, della comparsa di febbre alta o di altri sintomi di infezioni sistemiche, che potrebbero far desistere lo specialista dal somministrare l’anestesia epidurale.

Al di là di questi casi circoscritti e specifici, l’epidurale è una opzione sicura per le donne in travaglio, con effetti collaterali possibili ma relativamente infrequenti e di rado gravi. I più frequenti sono il calo della pressione sanguigna materna e la cefalea , ma possono verificarsi anche prurito e formicolii agli arti inferiori o una iniziale difficoltà nel recuperare la deambulazione. Per quanto riguarda il parto in sé, la somministrazione dell’epidurale può rallentare la fase espulsiva e aumentare il rischio di dover ricorrere a un parto operativo, ovvero con uso di ventosa o di ossitocina per stimolare le contrazioni.