I rischi del cesareo

I rischi del cesareo

Il parto cesareo è un intervento salvavita, che ha permesso, negli ultimi decenni, di ridurre drasticamente la mortalità materno-fetale e le complicazioni legate al parto. Tuttavia, come ogni intervento chirurgico, non è esente da rischi, e pertanto andrebbe previsto solo in casi di reale e comprovata necessità. Ma quali sono, in dettaglio, i rischi del cesareo?

I rischi del cesareo: l’anestesia

Intanto, esistono dei rischi legati all’anestesia, che di solito viene somministrata mediante puntura spinale. Oltre alle possibili reazioni allergiche, c’è la possibilità che in fase post operatoria compaia una fastidiosa cefalea destinata a persistere per alcuni giorni dopo il parto, o che la ripresa della sensibilità e del movimento degli arti inferiori sia più lenta del normale. Una accurata visita anestesiologica al termine della gravidanza può aiutare a ridurre i rischi, e a informare al meglio la paziente delle possibili conseguenze.

I rischi del cesareo: le infezioni

Come per qualsiasi intervento chirurgico, tra i rischi del cesareo si annoverano le possibili infezioni, che possono interessare la ferita, ma anche i tessuti interni o l’apparato urinario, dal momento che il parto cesareo richiede l’inserimento di un catetere. Per minimizzare il rischio di infezioni, viene effettuata una profilassi con antibiotico, inoltre alla puerpera sarà spiegato come gestire la medicazione della ferita.

I rischi del cesareo: emorragie e anemia

Le emorragie rappresentano un altro dei rischi del cesareo. Per far nascere il bambino, il bisturi deve tagliare diversi strati di tessuto (pelle, muscoli, peritoneo e i tre strati della parete uterina) che dovranno poi essere ricuciti. Questa operazione prevede un certo rischio di sanguinamento o emorragia con tutte le possibili implicazioni del caso, a cominciare dall’anemia. Il cesareo, inoltre, può determinare la formazione di aderenze tra i tessuti addominali, o l’infiammazione della cavità uterina (endometrite).

I rischi del cesareo per l’intestino

Nel post operatorio possono presentarsi problemi a livello intestinale, legati soprattutto alla difficile ripresa dell’attività dell’intestino. Talvolta, la puerpera può essere costretta a un digiuno prolungato in attesa della cosiddetta “canalizzazione”, ovvero dell’emissione di gas intestinale che testimonia la ripresa dell’attività ed esclude l’ipotesi di un blocco dell’intestino.

I rischi del cesareo a lungo termine

Nel medio e nel lungo termine, i rischi del cesareo includono difficoltà di cicatrizzazione, motilità intestinale rallentata, ridotta sensibilità nella zona della cicatrice, prolasso o altri problemi a carico delle vie urinarie. La montata lattea potrebbe tardare di qualche giorno, ma in ogni caso è fondamentale attaccare il bambino al seno il più possibile, e fin da subito dopo la nascita.

I rischi del cesareo per il bambino

Per quanto riguarda il bambino, si ritiene che un cesareo eseguito prima delle 39 settimane sia associato a una maggiore probabilità di problemi respiratori. Per questo le raccomandazioni in caso di cesareo programmato sono quelle di fissare l’intervento non prima di questo termine. Il mancato passaggio attraverso il canale del parto, e quindi l’assenza di contatto con la flora batterica vaginale materna, potrebbe inoltre avere un impatto negativo sul sistema immunitario del neonato, esponendolo a un maggiore rischio di allergie.