Inseminazione Artificiale: procedura d’esecuzione

Inseminazione Artificiale: procedura d’esecuzione

Come si svolge l’Inseminazione Artificiale

Rappresenta una tecnica di fecondazione assistita di bassa tecnologia che può essere effettuata a vari livelli del tratto genitale femminile, in rapporto alla diagnosi.

Inseminazione Pericervicale

È l’approccio più semplice utilizzato per l’inseminazione artificiale omologa e consente l’impiego sia di seme fresco che crioconservato, oppure dopo aver eseguito una metodica di preparazione ed arricchimento del liquido seminale. Dopo aver valutato le caratteristiche del muco cervicale, mediante una cannula sottile si posiziona un volume di 0.25-0.5 mL di liquido seminale in prossimità dell’OUE e a livello del fornice vaginale posteriore. Sono disponibili anche dei dispositivi (coppette) che si applicano alla portio, permettendo un prolungamento della sopravvivenza degli spermatozoi, preservandoli dal contatto con l’ambiente vaginale.

Inseminazione Intracervicale (ICI)

Con la sua semplicità di esecuzione e la minima invasività, è la tecnica che meglio riproduce la selezione fisiologica degli spermatozoi più mobili e morfologicamente normali. Consiste, una volta applicato lo speculum con l’ottimizzazione della visualizzazione della portio, nell’introdurre nel canale cervicale mediante una cannula sottile circa 0.5mL del campione di liquido seminale. Anche in questo caso, per prolungare sia la sopravvivenza degli spermatozoi sia la ‘finestra’ di concepimento, visto l’intrappolamento nelle cripte cervicali degli stessi, si può applicare la coppetta che sarà  rimossa dopo circa 6-8h dall’inseminazione. Il momento in cui effettuare l’inseminazione è individuato dallo score del muco cervicale oppure dalla curva termica od, ultimamente, dal dosaggio di LH urinario.

Inseminazione Intraperitoneale (DIPI)

Questa tecnica consiste nell’introduzione di 2mL di liquido seminale già capacitato nel cavo di Douglas per culdocentesi, generalmente sotto guida ecografica. Le indicazioni a tale procedura prevedono una buona funzionalità  tubarica nella captazione ovocitaria, nel trasporto dell’embrione ed una buona ovulazione. L’ultimo requisito viene ottenuto generalmente mediante una stimolazione ovarica e l’inseminazione viene effettuata dopo 36-40h dalla somministrazione di hCG, possibilmente dopo aver individuato ecograficamente la presenza di fluido follicolare nel Douglas. La DIPI trova utilizzo nella sterilità inspiegata e da fattore cervicale; i risultati ottenuti nei casi de ipofertilità  maschile (10.5%) e di sterilità immunologica (0%), invece, ne sconsigliano l’impiego. Tuttavia l’introduzione di un’elevata concentrazione di spermatozoi in cavità addominale determina il rischio di indurre la produzione di anticorpi antispermatozoo.

Inseminazione Intra-uterina

Dopo opportuna disinfezione della portio, ben visualizzata mediante applicazione di uno speculum, si procede all’inserimento di una cannula flessibile dall’OUE fino a circa 0.5 cm dal fondo uterino e si inietta lentamente in cavità il liquido seminale precedentemente preparato, aspettando qualche secondo prima di estrarre la cannula. Tutta la procedura deve essere eseguita delicatamente per evitare traumatismi all’endometrio che possano indurre contrazioni e sanguinamento, fattori che spesso alterano la sopravvivenza degli spermatozoi.

È stato dimostrato come 10 minuti di riposo dopo IUI hanno un effetto positivo sul tasso di gravidanze sia perché in questo modo la cavità uterina agisce come riserva dalla quale gli spermatozoi sono gradualmente rilasciati verso il sito di fertilizzazione e sia perché si evita, con l’immediata mobilizzazione, l’espulsione della maggior parte degli spermatozoi iniettati.

Centro Sterilità e Fecondazione Assistita Università  degli Studi di Perugia centrosterilita.it