Dall’allattamento allo svezzamento, tutti i falsi miti spiegati dai pediatri alle mamme (anche vegane)

Dall’allattamento allo svezzamento, tutti i falsi miti spiegati dai pediatri alle mamme (anche vegane)

La carne rossa aumenta le probabilità di ammalarsi di cancro del 98%, l’olio di palma contenuto nella cioccolata incrementa del 56% la possibilità di morte precoce, una mela al giorno toglie il medico di torno… se è senza la buccia. Altrimenti: cancro!

Da tempo oramai siamo bersagliati da consigli e ricerche pseudo-scientifiche che possono avere ripercussioni anche molto serie sulla nostra salute. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di alimentazione nelle mamme e nei bambini. Troppo spesso, infatti, fin dalla gravidanza le donne si rivolgono a pseudo-esperti tra familiari, amiche con figli o siti web di nessuna autorevolezza. Eppure, ciò che diamo da mangiare a un bambino nei suoi primi mille giorni di vita determinerà la sua salute futura.

Il presidente di SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri), dottor Giuseppe Mele, Responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Il programming nutrizionale alla luce delle nuove tendenze alimentari”, è impegnato a sfatare alcuni dei falsi miti in materia di allattamento e svezzamento: non è vero che dopo un certo periodo il latte materno non è più nutriente; non è dimostrato scientificamente che legumi e latte vaccino siano da eliminare nella dieta delle neo-mamme che allattano allo scopo di scongiurare coliche infantili; i bambini non hanno alcun bisogno di quantità esagerate di carne o di parmigiano per avere il giusto apporto di proteine e calcio.

Tra i relatori del corso, Andrea Vania, professore di Pediatria all’Università “La Sapienza” di Roma, ha focalizzato la sua attenzione sulle nuove tendenze alimentari, tra cui la dieta vegetariana e quella vegan. Se una mamma vegana che segua una dieta equilibrata (eventualmente arricchita con gli opportuni integratori) avrà comunque un latte materno con le stesse caratteristiche di quello di una mamma onnivora, un bambino sottoposto ad alimentazione vegana incontrollata può subire gravi conseguenze quali: bassa statura (fino al nanismo di Prasad), sottopeso, ritardi di ossificazione, rachitismo, anemie carenziali.