19.04.2014
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La gravidanza

Soluzioni per il mal di schiena in gravidanza:
risultati di uno studio clinico *


Cause e frequenza del mal di schiena in gravidanza


Importanti studi hanno evidenziato come il dolore lombare sia un evento particolarmente frequente durante la gravidanza, spesso di lunga durata e persistente dopo il parto, tanto che la frequenza del mal di schiena in gravidanza colpisce oltre il 50% delle donne. Il problema deriva principalmente da posture scorrette assunte dalla gestante a causa del carico sulla schiena dovuto all'aumento di peso dell'addome.


In gravidanza, infatti, la distribuzione del peso corporeo cambia per la crescita del feto ed il baricentro si sposta in avanti. Nel tentativo di recuperare un efficiente equilibrio, la donna tende allora a modificare la postura della colonna vertebrale e ad assumere posizioni decisamente scorrette che, nel tempo, causano infiammazioni e dolore.



Dalla guaina tradizionale al design ottimale: un body


Il team di ricercatori (costituito da specialisti in ginecologia ed ostetricia, ingegneri, esperti in epidemiologia e nelle scienze motorie), ha quindi concentrato le proprie ricerche sulla soluzione idonea al problema, valutando la possibilità di distribuire il peso dell'addome sull'intera colonna vertebrale, alleggerendo il lavoro del tratto lombare ed aiutando la gestante a mantenere posture corrette.


è stata quindi analizzata la capacità di differenti supporti di sostenere il peso dell'addome e scaricarlo sulla schiena. I risultati hanno evidenziato come i supporti tradizionali, quali cinture e guaine, distribuiscano il peso solo sul tratto lombare, mentre un supporto più ampio, quale ad esempio un corpetto o body, distribuisca in maniera più efficace il peso su tutta la schiena, migliorando il benessere generale della donna.



Definita la forma ideale, è stato poi sviluppato un design innovativo, capace di garantire il massimo comfort della gestante e nel contempo la sicurezza del feto, evitando ogni forma di compressione sulla pancia, lasciando che sia tutta la struttura laterale e posteriore a sopportare il peso.


Il risultato è stato ottenuto grazie all'utilizzo di appositi tessuti a rigidezza differenziata, distribuiti in maniera mirata sul dispositivo adottato, il tutto, sotto controllo di un'apposita equipe medica.



Verifiche sperimentali della funzionalità del supporto per l'addome realizzato


Tra tutte le pazienti partecipanti ai corsi di preparazione al parto, tenuti presso il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma, che hanno aderito ai test, si è selezionato un campione omogeneo, finalizzato alla verifica dell'efficacia del body.


Del campione sono stati valutati molteplici fattori, quali l'età anagrafica, l’età gestazionale, il numero di gravidanze precedenti, l'attività fisica condotta e l’indice di massa corporea, creando gruppi di prova tra loro omogenei.


Il test è consistito nel confrontare l'impronta del tratto lombare delle volontarie in due differenti situazioni: indossando biancheria tradizionale ed indossando il body sviluppato.


La procedura utilizzata ha consentito di poter valutare l'entità delle modifiche della postura, non solo con riferimento agli angoli ed alla profondità della curva lombare, ma anche di esaminare l'andamento della curva nel suo insieme.


Dai risultati delle misurazioni e dai dati finali rilevati, è stato rilevato che, lo “speciale” body utilizzato, pur avendo la stessa tollerabilità di un normale prodotto di biancheria intima, riesce ad esercitare un'effettiva azione sulla postura, modificando la curvatura lombare sia in relazione alla profondità, sia in relazione all'altezza del punto di inversione della curvatura stessa.


Nelle gestanti che hanno indossato il body, si è dunque evidenziata una maggiore riduzione nell’angolo di lordosi lombare, con effetti positivi sulla riduzione del dolore e sul miglioramento del benessere generale.



* Il seguente articolo riassume una serie di attività e studi svolte dai ricercatori dell'Università degli Studi di Cassino - Cattedra di Igiene, Facoltà di Scienze Motorie, in collaborazione sperimentale con i ricercatori del Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma - Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica


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