"La mia maternità alternativa": a tu per tu con Momokoplush

La nostra intervista a Momokoplush, influencer di fitness e beauty e mamma di Alessandro, che ci racconta la sua maternità originale e lontana dagli stereotipi.

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Una mamma “ricamata”, che porta sul braccio il simbolo del primo dentino caduto di suo figlio Alessandro. Roberta, nota influencer di beauty e fitness con il nome di Momokoplush, non risponde di certo all’immagine tradizionale di “mamma”: tatuata, esuberante e solare, fan dell’allenamento fisico, del benessere e della filosofia “veg”, definisce suo figlio, che oggi ha 8 anni, “la mascotte della compagnia”.

“È sempre venuto con me ai concerti o a cena con i miei amici, non gli ho mai nascosto nulla e si è sempre trovato bene. È diventato da subito parte di tutta la mia vita, e l’ha resa ancora più piena, ci dice.

Abbiamo incontrato Roberta a Torino, dove vive, e in questo video ci racconta la sua vita di mamma commentando 6 parole.

Sei spunti per parlare di sé, della maternità e del rapporto con i social, parte integrante della sua vita. “Onestamente pensavo che alcune mie scelte, come l’essere vegetariana e avere scelto questo percorso anche per mio figlio, mi avrebbero attirato molti giudizi negativi e critiche, invece sono rimasta sorpresa di trovare molta più comprensione di quanto non mi aspettassi”.

Le 5 cose su cui noi mamme veniamo SEMPRE giudicate

Su un argomento in particolare Roberta si sofferma: l’allattamento, un tema che spesso vede contrapporsi le diverse scelte delle mamme, “divise” in mamme di serie A (se allattano al seno) e di serie B (se usano il latte artificiale). Roberta ci ricorda che ciascuna scelta merita comprensione, non giudizi.

L’allattamento è stato duro: ho affrontato diversi problemi perché non avevo latte. Così ho preso la decisione di adottare l’allattamento artificiale, e finalmente mio figlio stava meglio, prendeva peso, si nutriva. E stavo meglio anche io, perché non soffrivo più nel vederlo cercare di nutrirsi senza riuscirci a sufficienza. Tengo molto a condividere questa mia esperienza con le altre mamme perché spesso ci si sente sbagliate se non riescono ad allattare. Ma è un problema comune a molte donne: bisogna chiedere aiuto, farsi aiutare e non colpevolizzarsi.

Allatto come voglio (e come posso): le vostre storie

La sua passione per lo sport, ci racconta, è arrivata proprio con la maternità, per “ritrovare” un corpo che, dopo il parto, non la rispecchiava più come prima:

Durante la gravidanza ho preso molti kg ma non mi importava, volevo godermi quel momento. Quando poi non mi riconoscevo più ho deciso di prendere in mano la situazione e ho iniziato ad allenarmi. Ma non l’avevo mai fatto prima, è stata una cosa del tutto nuova.

Con la sua positività e la sua allegria Roberta mostra il lato più “alternativo” della maternità, ricordando che non esiste un solo modo di essere mamma.

Articolo originale pubblicato il 6 febbraio 2020

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