Galattorrea, si può perdere 'latte' anche al di fuori dell'allattamento

L'organismo umano (femminile, ma anche maschile) può produrre latte anche fuori dall'allattamento. È la cosiddetta galattorrea; scopriamone cause, rischi e trattamenti.

La produzione del latte da parte dell’organismo umano è generalmente associata alla gravidanza e alle modificazioni ormonali cui va incontro la mammella. Successivamente sarà il bambino, tramite la suzione, a stimolare il mantenimento della produzione di latte per tutto il periodo dell’allattamento.

Questo in condizioni “normali”, ma non è raro che il latte possa essere prodotto anche dopo la fine dell’allattamento, in donne che non hanno mai avuto una gravidanza, ma anche negli uomini e nei bambini. È il fenomeno della galattorrea, che propriamente non è una malattia, ma può rappresentare il segnale di un problema sottostante da monitorare e indagare.

Cos’è la galattorrea?

Quando si parla di galattorrea si intende la secrezione di materiale lattescente causata da un’anomalia legata all’eccessiva produzione di prolattina (l’ormone che stimola le mammelle alla formazione di latte).

È una condizione riconoscibile dalla perdita di “latte” dal capezzolo (o una secrezione lattiginosa simile al latte vero e proprio) che può essere persistente o intermittente e interessare e che coinvolge più dotti lattiferi.

Tale secrezione può avvenire in maniera spontanea o previa stimolazione, interessare uno o entrambi i seni, essere accompagnata anche da mal di testa e problemi di vista e, nelle donne, a irregolarità o assenza del ciclo mestruale. Questa anomala e insolita produzione di latte è determinata sia dall’eccessivo aumento dei livelli di prolattina, ma anche dall’attività degli estrogeni e della tireotropina.

Le cause della galattorrea

Cause-galattorrea

Sono diverse le cause che possono determinare la perdita di latte anche fuori dall’allattamento e anche negli uomini e nei bambini. La causa più comune è l’iperprolattinemia, ovvero l’eccessiva produzione della prolattina, causata da un tumore dell’ipofisi, la ghiandola che si occupa del controllo di numerosi organi, o dell’ipotalamo.

Possono inoltre essere responsabili di galattorrea anche l’uso di farmaci (tra cui le pillole anticoncenzionali), l’assunzione di oppiacei o integratori, disturbi della tiroide, malattie croniche dei reni, eccessiva stimolazione del seno, lesioni del midollo spinale e danni ai nervi a seguito di ustioni o interventi chirurgici al torace.

Negli uomini la galattorrea può dipendere da carenza di testosterone, disfunzione erettile e riduzione del desiderio sessuale. Nei neonati, invece, la causa può dipendere dagli alti livelli di estrogeni derivati dalla madre ed è generalmente un fenomeno sporadico e che si risolve spontaneamente.

Esistono anche episodi di galattorrea la cui causa rimane sconosciuta e si parla di galattorrea idiopatica.

Galattorrea e allattamento

L’allattamento al seno può essere una “causa” di galattorrea e in questo caso si tratta di una condizione fisiologica e normale; è infatti quella che permette al neonato di nutrirsi del latte materno. Infatti non è raro che le donne possano continuare a produrre latte anche fino a due anni dopo la fine dell’allattamento al seno.

Sebbene la concentrazione di prolattina nel latte sia la stessa sia nelle donne che allattano che in quelle con galattorrea, l’indicazione è quella di evitare l’attaccamento al seno oltre i dodici mesi dalla fine dell’allattamento al seno.

Cosa fare in caso di galattorrea?

Il manifestarsi della fuoriuscita di latte va contestualizzato anche all’età del soggetto che presenta questa particolare condizione. Nei neonati, per esempio, è un fenomeno solitamente passeggero, mentre negli adulti merita di essere indagato e approfondito.

La diagnosi si basa sull’anamnesi del paziente e sull’esame fisico; ulteriori approfondimenti possono richiedere l’esame del sangue per monitorare i livelli di prolattina, mentre la risonanza magnetica per immagini o la tomografia computerizzata vengono prescritte per la ricerca di un tumore. Ovviamente il consulto con il medico e la valutazione del quadro generale del paziente è il primo step da percorrere prima di valutare qualsiasi tipo di trattamento.

Il trattamento della galattorrea, invece, varia in base al problema sottostante. Nella maggior parte dei casi può non essere necessario alcun tipo di terapia (anche per quei tumori dell’ipofisi che non determinano altre complicazioni), mentre in altri viene indicato l’assunzione dei farmaci per correggere l’anomala produzione di prolattina o la sospensione della terapia farmacologica che causa il disturbo alla base della galattorrea.

È importante individuare la corretta terapia in quanto l’uso di alcuni farmaci per il trattamento della galattorrea possono provocare infertilità e problemi di vista. Solo nei casi in cui il tumore non viene gestito con i farmaci si valuta il riscorso all’intervento chirurgico o alla radioterapia.

Articolo originale pubblicato il 11 febbraio 2022

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