Anche noi papà possiamo contribuire all'allattamento (e dobbiamo)

“Anche noi papà possiamo contribuire all’allattamento: ecco 5 consigli”

Non è vero che l'allattamento non riguarda gli uomini: un papà elenca i 5 consigli per prendersi cura della mamma e del bambino anche in questo momento delicato.

Il baricentro dell’attenzione, dopo la nascita di un bambino, è tutto spostato sul piccolo e sulla mamma. Sono loro i protagonisti soprattutto dei discorsi che riguardano l’allattamento, un territorio per i papà a volte oscuro, terra in cui non ci si avventura più di tanto, momento intimo e riservato tra la mamma e il figlio.

Ma questo non significa che il papà non possa contribuire attivamente a questo momento: a “richiamare” gli uomini ad un contributo attivo nella cura dei propri figli il post di un papà blogger di Los Angeles, Muhammed Nitoto, che dalle sue pagine social, Facebook e Instagram ha rivolto una serie di utili consigli per i papà alle prime armi.

Per ricordare che ogni momento della vita del proprio figlio riguarda non solo la mamma, ma anche il papà, allattamento compreso, Muhammed ha condiviso un post (su Facebook ha ricevuto oltre 83mila “mi piace” e quasi 47mila condivisioni) dedicato ai neopapà e ai futuri papà. “Questo – scrive Muhammed – è per tutte le volte in cui ti chiederai ‘cosa posso fare?'”.

Ecco i suoi 5 consigli:

1. Sii disponibile

Poppate notturne. Quando la mamma si sveglia nel cuore della notte alzati anche tu e chiedile se ha bisogno di aiuto, o di un po’ d’acqua. La verità è che la maggior parte delle volte ti risponderà di no, ma il fatto che tu ti sia offerto è già qualcosa.

2. Offriti di allattare almeno una volta al giorno al posto suo

Chiedi alla mamma se può tirare il latte e poi scegli una poppata che farai sempre tu. La mamma farà praticamente tutto e si farà venire un esaurimento, se glielo permetti. A volte dovrai obbligarla a riposarsi senza preoccuparsi del bambino. E questo è un modo facile per riuscirci senza litigare.

3. Rispetta i suoi tempi

Non fissare un limite di tempo entro il quale lei dovrà smettere di allattare il bambino. Non si tratta solo di nutrirlo, ma di creare il bonding. So che per ognuno l’allattamento ha una durata diversa e da padre è difficile comprenderlo del tutto. Non – e ripeto, NON – provare ad accelerare questo processo, non è compito nostro e non fa bene. Aprirai una contesa che non puoi vincere.

4. Sii paziente

Da padre so che durante le primissime settimane siamo eccitati ma non ci sentiamo ancora così importanti. Il tuo momento arriverà prima di quanto immagini.

5. Prenditi il congedo!

Se hai il congedo di paternità PRENDILO. Le prime fasi della vita di un bambino non sono solo per la mamma. So che soprattutto dopo avere avuto un bambino i soldi servono ma credimi: puoi sempre fare soldi ma non ci sono ripetizioni nella vita. Non ti rende più uomo non chiedere il congedo. È altrettanto importante che anche tu come padre sia parte dello sviluppo di tuo figlio.

I consigli di Muhammed, che ha due bambini, hanno ricevuto migliaia di commenti, soprattutto di ringraziamento da parte di mamme e papà alle prese con i bambini piccoli.

In un altro post ha invece affrontato il post partum visto con gli occhi di un papà, consigliando ai neogenitori di parlare tra loro e ai papà di confrontarsi con altri padri, per affrontare un momento delicato e spesso complicato della propria vita.

Tra i consigli legati al post partum quello di essere onesti e sinceri con la propria compagna rispetto ai propri sentimenti, prestare attenzione ai possibili segnali della depressione post-partum e non pretendere troppo da se stessi:

Un uomo che affronta il postpartum suona assurdo. Non portiamo in grembo il bambino per nove mesi, non dobbiamo fare i conti con il dolore e con i rischi della nascita di un bambino e i nostri corpi non cambiano affatto. Allora perché ci sentiamo giù? Quando è nata mia figlia ero così felice. Era la cosa migliore che avessi mai fatto. Ma mi sentivo anche in colpa. Perché non ero ciò che volevo essere nella mia vita. Non avevo tutto quello che sentivo lei meritasse, e non mi sentivo abbastanza. Meritava di meglio e io ero spaventato. La sua sopravvivenza dipendeva da me, ma io ero abituato a prendermi cura solo di me stesso.

Dopo lo smarrimento iniziale Muhammed racconta di essere riuscito a riprendere il controllo, aprendosi finalmente con la sua compagna, e ritrovando fiducia nelle sue capacità di genitore.

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