Misure contro la violenza ostetrica e ginecologica - GravidanzaOnLine

Violenza ostetrica e ginecologica, interviene il Consiglio d’Europa

L'Europa ha approvato una risoluzione per prevenire e contrastare la violenza ostetrica e ginecologica, che viene spesso trascurata ma va sottovalutata.

“Una forma di violenza nascosta a lungo, e troppo spesso ignorata”: è definito così dal Consiglio d’Europea l’insieme di soprusi e atti di violenza subita dalle donne durante il parto (ma non solo), la cosiddetta violenza ostetrica.

Atti che vengono monitorati e denunciati dall’Osservatorio sulla violenza ostetrica, ma che, in molti casi, rimangono privati. Adesso però a intervenire è anche l’Europa, che richiama la responsabilità dei singoli Stati con una risoluzione volta a garantire il rispetto della dignità della donna e incoraggia a denunciare gli episodi di violenza anche in ambito sanitario. Come si legge nella risoluzione europea, approvata pochi giorni fa

Nella privacy di una visita medica o del parto le donne sono vittime di pratiche violente o che possono essere percepite come tali. Questo include atti inappropriati o non consensuali, come episiotomia e palpazione vaginale effettuata senza consenso, pressione sul fondo uterino o interventi dolorosi senza anestesia. Si riportano inoltre comportamenti sessisti durante le visite mediche.

Alcuni di questi “atti”, come l’aborto forzato o la sterilizzazione forzata, sono stati condannati dalla Convenzione di Istanbul, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità nel 2014 ha fortemente criticato il trattamento a volte riservato alle donne in ospedale durante il parto.

Per contrastare queste odiose forme di violenza e per aiutare le donne a denunciare gli episodi il Consiglio d’Europa ha indicato una serie di azioni: gli Stati sono invitati ad esempio a raccogliere informazioni per avere un quadro della situazione attuale in materia di violenza ostetrica e a rendere quelle informazioni pubbliche, a promuovere azioni di contrasto alla violenza ostetrica e al sessismo e soprattutto a informare correttamente le donne circa i loro diritti e a rendere più consapevoli gli operatori sanitari circa la violenza ostetrica.

Il Consiglio esorta quindi i sistemi sanitari a investire nella formazione di medici e operatori adeguati ma in un miglioramento delle condizioni di lavoro, dall’altra a rendere più semplice il meccanismo che porta a denunciare la violenza subita da parte delle donne. Come recita il documento, infatti

Questa violenza riflette una cultura patriarcale che è ancora molto presente nella società e anche in campo medico. L’Assemblea conferma il proprio impegno a promuovere l’uguaglianza di genere in ogni ambito, così da poter prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, incluse la violenza ostetrica e ginecologica.

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