Settimana mondiale dell'Allattamento al seno 2021, una pratica sana da sostenere

La Settimana mondiale dell'Allattamento al seno 2021 pone il tema su come si tratti di una responsabilità condivisa che contribuisce alla sopravvivenza, alla salute e al benessere di tutti.

Organizzata dalla World Breastfeeding Week (WBW), in collaborazione con l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la Settimana mondiale dell’Allattamento al seno 2021 si concentrerà su come l’allattamento al seno contribuisca alla sopravvivenza, alla salute e al benessere di mamme e bambini e sull’imperativo di proteggere l’allattamento al seno in tutto il mondo.

Il latte materno è l’alimento ideale per i bambini: è sicuro, pulito e contiene anticorpi che aiutano a proteggere da molte malattie infantili comuni. Tuttavia, come sottolineato dall’OMS:

Quasi 2 bambini su 3 non vengono allattati esclusivamente al seno per i 6 mesi raccomandati, un tasso che non è migliorato negli ultimi 2o anni.

Scopriamo la storia, le statistiche e i relativi obiettivi della Settimana dedicata all’allattamento al seno 2021.

Settimana mondiale dell’Allattamento al seno: come nasce

La Settimana mondiale dell’Allattamento al seno (WBW) si celebra ogni 1-7 agosto dal 1992 e dal 2016 è allineato con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Due anni dopo, nel 2018, una risoluzione dell’Assemblea mondiale della sanità ha approvato la WABA (World Alliance for Breastfeeding Action), un’importante strategia di promozione dell’allattamento al seno. Ma, tutto questo ha inizio negli anni ’90.

Era, infatti, il 1990 quando l’OMS in associazione con l’Unicef diedero il via al progetto mondiale attraverso la creazione della Dichiarazione degli Innocenti. Tale Dichiarazione formale sorse per protezione, promozione e sostegno all’allattamento al seno. Il documento, strutturato in 4 punti principali, delinea i vantaggi dell’allattamento al seno nonché i metodi giusti per raggiungere tali obiettivi:

  1. nominare un coordinatore nazionale per l’allattamento al seno e creare un comitato nazionale per l’allattamento al seno;
  2. avere tutte le strutture che forniscono assistenza alla maternità e praticare i dieci passaggi per un allattamento al seno di successo;
  3. agire per attuare tutti gli articoli del Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno e altre risoluzioni dell’OMS;
  4. stabilire e far rispettare leggi che proteggano i diritti delle donne lavoratrici all’allattamento al seno.
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Settimana mondiale dell’Allattamento al seno 2021: temi e obiettivi

Anche se il sostegno a livello individuale è da sempre sollecitato e molto importante, l’allattamento al seno deve essere considerato un problema di salute pubblica che richiede investimenti globali. Questi includono i sistemi sanitari, i luoghi di lavoro e le comunità a tutti i livelli della società.

Ad oggi, i Paesi che partecipano attivamente alla celebrazione della settimana mondiale sono 120 in tutto il mondo. Tra questi sono presenti, organizzazioni, enti governativi nazionali e singoli individui.

Obiettivo primario della manifestazione è promuovere l’allattamento al seno nei primi 6 mesi di vita del neonato e in modo particolare negli ultimi due anni a causa della situazione sanitaria in forte crisi per la pandemia da Covid-19.

Il concetto base è di “ricostruire meglio” dopo la pandemia e offrire l’opportunità di creare una catena di sostegno salda e affidabile. Quest’anno, il programma include temi quali:

  • l’iniziativa ospedaliera a misura di bambino;
  • sostegno alle madri che lavorano;
  • nutrizione;
  • formazione delle persone di supporto per l’allattamento al seno;
  • allattamento al seno: è un tuo diritto;
  • mamme sane e bambini sani.
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Allattamento al seno: le statistiche e i vantaggi per mamma e neonato

L’Assemblea mondiale della sanità (WHA) ha come scopo l’aumento del tasso di allattamento al seno entro il 2025 di almeno il 50% in più. Dalle statistiche riferite all’ultimo anno, nel mondo i bambini sotto i 6 mesi allattati al seno dalle proprie mamme sono il 40%.

Negli ultimi 40 anni, come sottolineato dall’OMS, c’è stato, però, un aumento del 50% della prevalenza dell’allattamento esclusivo al seno. Di conseguenza, si stima che siano 900 milioni i bambini in tutto il mondo che abbiano goduto dei benefici in termini di sopravvivenza, crescita e sviluppo dell’allattamento esclusivo al seno durante l’infanzia.

L’importanza di allattare al seno è fondamentale, dunque, per il benessere e la salute del neonato. L’aumento dell’allattamento al seno potrebbe salvare moltissime vite nel mondo e questo in modo particolare per i bimbi sotto l’anno di vita. Ma non solo la salute dei neonati ne giova, anche le mamme che allattano risultano essere più protette dal punto di vista medico.

Infatti, con l’allattamento, la donna ha minore probabilità di sviluppare alcune malattie come:

  • cancro al seno;
  • carcinoma ovarico;
  • diabete di tipo 2;
  • malattie cardiache.

Si stima che l’allattamento al seno potrebbe salvare la vita di oltre 20mila mamme in tutto il mondo evitando l’insorgenza di tumore al seno.

Per ciò che riguarda lo stato globale dell’allattamento al seno, il benessere delle donne e la salute dei bambini per tutta la vita, l’OMS e l’Unicef raccomandano:

  • inizio precoce dell’allattamento al seno entro 1 ora dalla nascita;
  • allattamento esclusivo per i primi 6 mesi di vita;
  • allattamento al seno continuato fino a 2 anni o oltre, con introduzione di alimenti complementari (solidi) nutrizionalmente adeguati e sicuri a 6 mesi.

Infine, l’obiettivo dello sviluppo sostenibile alla maternità e all’allattamento al seno per le donne lavoratrici è di vitale importanza. È indispensabile che le mamme lavoratrici che allattano al seno abbiano il supporto totale dal loro datore di lavoro.

Questo sostegno rende le donne più produttive e leali. Avere una solida e concreta protezione della maternità sul posto di lavoro può consentire alle donne di combinare l’allattamento al seno con il loro impiego lavorativo.

I lavori dignitosi dovrebbero soddisfare proprio tali esigenze verso le mamme che allattano, specialmente per quelle donne che vivono in una situazione precaria.

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