Secondo i dati di un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, il 20% delle donne esposte a contaminazione elevate di PFAS, interrompe l’allattamento al seno.

Scopriamo di più sulla ricerca effettuata dal team di scienziati e su come agiscono negativamente queste sostanze chimiche (PFAS) sul sistema endocrino della neomamma.

Le donne con alti livelli di PFAS interrompono l’allattamento al seno

Lo studio sviluppato da un team di ricercatori dell’Endocrine Society, evidenzia come le PFAS, ovvero sostanze responsabili della contaminazione anche delle falde acquifere, se presenti a livelli elevati nel corpo dell’uomo, possono influenzare l’allattamento al seno della madre costringendola a smettere.

L’analisi scientifica in questione ha visto la partecipazione di un campione di 1.286 donne in stato interessante della Odense Child Cohort.

I ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue di tutte le future mamme per le concentrazioni di PFAS e prolattina. Alle donne è stato chiesto di fornire informazioni attraverso la compilazione di questionari a 3 e a 18 mesi post parto e l’invio di messaggi di testo settimanali circa la durata dell’allattamento al seno.

Le associazioni tra le concentrazioni sieriche di PFAS e l’interruzione dell’allattamento al seno sono state analizzate utilizzando le regressioni di Cox, (tecnica di regressione multipla che permette di analizzare il rapporto tra un fattore di rischio (in questo caso le PFAS) e l’incidenza di un determinato esito clinico); mentre la regressione lineare è stata utilizzata per valutare le associazioni tra le concentrazioni sieriche di PFAS e di prolattina.

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I risultati dello studio: Il 20% delle donne smette di allattare al seno

Dai risultati finali dello studio, i ricercatori hanno scoperto che le donne con livelli più alti di PFAS nel loro sistema endocrino avevano il 20% in più di probabilità di interrompere l’allattamento al seno in anticipo.

Ma dove si trovano le PFAS e cosa sono nello specifico?

Dal nome scientifico, le PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) non sono altro che  sostanze chimiche artificiali utilizzate come idrorepellenti e oleorepellenti che si trovano principalmente nei rivestimenti per prodotti comuni tra cui pentole, tappeti e tessuti.

Queste sostanze chimiche (PFAS) che vanno ad alterare il sistema endocrino nel tempo non si degradano quando vengono rilasciate nell’ambiente e continuano ad accumularsi. Per queste ragioni, le PFAS possono influenzare non solo l’allattamento al seno ma anche agire sugli esiti della gravidanza, i tempi della pubertà e altri aspetti della salute riproduttiva femminile e maschile.

L’autrice senior dello studio, la Dott.ssa Clara Amalie Gade Timmermann, assistente professore dell’Università della Danimarca meridionale a Copenhagen, Danimarca, ha affermato:

I nostri risultati sono importanti perché quasi tutti gli esseri umani sul pianeta sono esposti a PFAS. Queste sostanze chimiche prodotte dall’uomo si accumulano nei nostri corpi e hanno effetti dannosi sulla salute riproduttiva.

Poiché l’allattamento al seno è fondamentale per promuovere la salute sia del bambino che della madre, gli effetti negativi del PFAS sulla capacità di allattare al seno possono avere conseguenze sulla salute a lungo termine.

Si spera che la nostra ricerca aiuti a spostare l’attenzione e a evidenziare che non tutte le madri possono allattare nonostante le buone intenzioni e il sostegno della famiglia e degli operatori sanitari.

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