Covid e bambini: la bronchiolite potrebbe essere la prossima epidemia più diffusa

L'allarme del mondo scientifico sulla possibilità che a causa del Covid la bronchiolite possa presentarsi questo anno come la prossima epidemia nei bambini. Ma, come intervenire prima?

L’allarme arriva dal Consiglio scientifico francese e dalla Società di neonatologia spagnola secondo i quali la pandemia da Covid potrebbe portare la bronchiolite a essere la prossima epidemia per i bambini.

La motivazione scientifica data riguarda il post confinamento dei bambini dallo scorso inverno. La pausa forzata in casa a causa del coronavirus potrebbe, oggi, portare a un aumento significativo di casi di bronchiolite.

Covid e bambini: la bronchiolite potrebbe essere la prossima epidemia

Con l’arrivo dei primi freddi autunnali e invernali nonché con l’aggravante del Covid, il timore che proprio il coronavirus potrebbe portare a una prossima epidemia nei bambini con l’aumento di casi di bronchiolite fa preoccupare il mondo pediatrico (e i genitori).

Infatti, nei paesi dell’emisfero nord – dopo i lockdown dovuti alla pandemia da Covid ha ridotto ai minimi i contatti umani con scuole e asili chiusi – ora che la vita sta riprendendo gradualmente la sua normale routine, sembrerebbe esserci la costante preoccupazione scientifica dovuta a un aumento di casi di bronchiolite nei bambini come prossima epidemia nei più piccoli.

Nell’anno appena passato i bambini sono entrati meno in contatto con i virus stagionali e di conseguenza la loro immunizzazione è venuta meno, questo è molto più evidente nei neonati nati dopo il marzo 2020.

L’allarme di una “nuova” epidemia da bronchiolite arriva dal Comitato scientifico francese e dalla Società di neonatologia spagnola che mettono in guardia l’Europa sulla possibilità di un aumento di casi nei bambini.

Il mondo accademico-scientifico e gli specialisti temono che, se dovesse esserci una diffusione del virus più elevata, il sistema ospedaliero, già al limite delle proprie possibilità a causa dell’ondata di casi Covid precedenti, potrebbe subire un duro colpo.

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La bronchiolite nei bambini: la prossima epidemia?

Ancor prima della Francia e della Spagna, il dubbio che il prossimo inverno ci potrebbero essere degli aumenti di casi di bronchiolite nei bambini era arrivato già dal Centers for Disease Control and Prevention. L’agenzia federale americana (CDC) aveva fatto sapere che:

Oltre al Covid, sempre più bambini contraggono il virus respiratorio sinciziale- Vrs (ovvero il virus che causa la bronchiolite nel 75% dei casi). Questo virus di solito circola maggiormente nella stagione fredda.

Gli esperti affermano che i bambini potrebbero essere soggetti più sensibili rispetto a prima dell’arrivo del Covid ai virus respiratori così come ai malanni di stagione. Questo perché non sono stati esposti ai germi durante i confinamenti decretati all’inizio della pandemia.

Il New York Times, aveva già sottolineato in precedenza la preoccupazione decretata dagli esperti del CDC in merito all’aumento contemporaneo delle infezioni della variante Delta e dei casi di virus respiratorio sinciziale.

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Che cos’è la bronchiolite e i sintomi

La bronchiolite è un’infezione virale acuta che colpisce il sistema respiratorio dei bambini minori di un anno e in particolare nei primi 6 mesi di vita. Tale infezione è maggiormente estesa nel periodo autunnale-invernale con un’incidenza predominante nei mesi che vanno da novembre a marzo.
Il  Vrs, ovvero il virus respiratorio sinciziale, è l’agente infettivo più coinvolto, anche se altri virus quali: metapneumovirus, coronavirus, rinovirus, adenovirus, virus influenzali e parainfluenzali, possono esserne la causa della sua comparsa.

La bronchiolite viene trasmessa per contatto diretto attraverso le secrezioni infette. I bronchi e i bronchioli sono i diretti interessati dall’infezione e, una volta colpiti dal virus si infiammano aumentando la secrezione di muco e l’ostruzione delle vie aeree con la conseguenza difficoltà a respirare.

I primi sintomi dell’infezione iniziano (nei primi tre giorni) con un apparentemente innocuo raffreddore, starnuti, tosse, mal di gola e febbre. Ma è dopo il terzo/quarto giorno che le manifestazioni di un distress respiratorio possono comparire con un aumento della frequenza respiratoria, movimento di allargamento delle narici e/o rientramenti cutanei a livello del torace durante la fase di respirazione. Nei casi più gravi questi bambini necessitano dell’ossigeno e del ricovero in terapia intensiva.

In ultimo, i genitori per prevenire la circolazione del virus dovrebbero continuare a mettere in pratica le già ormai note regole sul distanziamento sociale nonché prestare attenzione all’igiene delle mani con lavaggi frequenti nei più piccoli di casa e informarsi su come rafforzare il sistema immunitario dei bambini con la giusta alimentazione e il corretto e idoneo abbigliamento.

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