Covid-19 e bambini: al parco giochi poca possibilità di contrarre il virus

La trasmissibilità del Covid-19 sui bambini nei parchi giochi è considerata da recenti studi scientifici poco probabile: le ragioni sono riferite a 3 fattori che diminuirebbero la diffusione del virus.

Il timore di ogni genitore in questo periodo di forte apprensione a causa della pandemia in corso riguarda la trasmissione del virus Covid-19 verso i bambini negli spazi aperti.

“È sicuro per i bambini giocare insieme all’aperto durante la ricreazione e sull’attrezzatura?” Questa una delle domande poste da una lettrice dell’Huffington Post UK riferita ai figli che hanno ripreso a frequentare la scuola in Inghilterra ma che riguarda, in generale ogni genitore, preoccupato per la di diffusione del virus negli spazi dedicati alla socializzazione dei bimbi come i parchi giochi.

La trasmissione del Covid-19 sui bambini può avvenire negli spazi aperti oppure i genitori possono rasserenarsi un po’ a riguardo? La risposta è data dalla scienza che ne spiega la vera motivazione.

Covid-19 e bambini: al parco giochi poca possibilità di contrarre il virus, la risposta dalla scienza

Alcuni genitori sono allarmati per i rischi di trasmissione del virus poiché i bambini interagiscono con altri bimbi trascorrendo il tempo libero fuori casa giocando. Questo comporta, oltre a non rispettare il distanziamento sociale imposto, anche il toccare giochi e attrezzature nei parchi che non sempre risultano igienizzati.

È risaputo che sia toccare superfici infette sia avere interazioni a stretto contatto sono azioni che possono diffondere il virus tra la popolazione e i bambini, si sa, non amano lavarsi le mani.

Ma la realtà è che non c’è molto di cui preoccuparsi per quanto riguarda il tempo libero all’aperto, dicono gli scienziati, sia in un parco che nel cortile della scuola. La Prof.ssa Sarah Lewis, esperta di epidemiologia presso l’Università di Bristol, in merito alla preoccupazione dei genitori, afferma:

I bambini hanno meno probabilità di trasmettere il virus rispetto agli adulti. Studi precedenti hanno dimostrato che l‘1-5% dei casi diagnosticati di Covid-19 si verifica nei bambini che tendono ad essere asintomatici. Nei bambini piccoli (dai 4 agli 11 anni), le prove indicano un ridotto rischio di ammalarsi del virus e di diffonderlo.

Un precedente studio svolto dalla sanità pubblica inglese sulle epidemie scolastiche di giugno ha rilevato che su oltre 1 milione di bambini che frequentano la scuola materna e la scuola primaria, solo 70 sono stati infettati dal Covid-19.

Questi risultati vengono rafforzati da altri studi scientifici effettuati a livello globale. È il caso, per esempio, della ricerca avvenuta nella Corea del Sud la quale affermava come i bambini sotto i 10 anni diffondessero il virus in maniera ridotta rispetto agli adulti.

Altra ricerca in merito alla trasmissibilità del coronavirus da parte dei bambini riguarda Singapore che ha concluso come tale trasmissibilità tra bimbi, in particolare tra gli asilo nido e scuola dell’infanzia, sia molto bassa.

I 3 fattori che aiutano la dispersione del Covid-19 negli spazi aperti

Uno studio del BMJ, ha scoperto che durante la prima ondata della pandemia, vivere con bambini di qualsiasi età non era associato a un aumento del rischio di infezione da SARS-CoV-2 o a gravi esiti da Covid-19 rispetto al non vivere con bambini.

Tuttavia, alla riapertura delle scuole e quindi durante la seconda ondata, l’aumento del del rischio di infezione e di ricovero ospedaliero per gli adulti era leggermente aumentato.

In merito, la Prof.ssa Lewis ha spiegato:

Sappiamo che la trasmissione all’esterno si verifica molto raramente. Gli unici casi documentati di questo sono avvenuti in spazi all’aperto che includevano un elemento interno. Dunque, in termini di trasmissione virale, è molto sicuro per i bambini giocare insieme fuori.

Nei parchi giochi è molto più difficile contrarre il virus poiché qui intervengono 3 fattori che aiutano a disperdere il Covid-19 nell’aria. Questi sono:

  1. il vento;
  2. l’aria fresca;
  3. il sole.

La Prof.ssa Sarah Lewis ha concluso specificando:

Per i bambini, il rischio del virus è molto basso ma, il danno derivante dall’impedire loro di giocare insieme è potenzialmente alto. È essenziale per la loro salute mentale e fisica che i bambini possano giocare insieme.

Le superfici infette non sono considerate il mezzo principale di diffusione del Covid-19

Mentre molta attenzione inizialmente è stata posta sulla sanificazione delle mani e l’attenzione a non toccarsi bocca e naso, ora, il Centers for Disease Control and Prevention U.S.A. con uno studio effettuato proprio sulla trasmissione del Covid-19, conferma che l’infezione tramite fomiti – ovvero toccare superfici infette e poi toccare la bocca o il naso – probabilmente non è considerato un rischio così grande come si pensava.

Certo, l’abitudine di lavarsi le mani è una pratica che deve essere eseguita sempre a livello precauzionale sia dai bambini sia dagli adulti, così come la sanificazione di giochi e superfici. Tuttavia, la Prof.ssa Allyson Pollock, docente clinico di salute pubblica presso l’Università di Newcastle, spiega:

I genitori non dovrebbero essere preoccupati per i loro figli che giocano nel parco e nei parchi giochi a scuola.

Anzi, dovrebbero incoraggiare i loro figli ad andare a giocare fuori con i loro amici. Il rischio di trasmissione per chiunque, che sia un adulto o un bambino, è assolutamente trascurabile all’aperto, e ancor meno per i bambini piccoli.

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