Arriva la proroga al 31 marzo 2022 per i congedi parentali Covid al 50% per i genitori lavoratori che hanno figli in quarantena. La notizia è stata diffusa a seguito del prolungamento dello stato d’emergenza a causa della pandemia che slitta dal 31 dicembre al 31 marzo del prossimo anno.

A stabilirlo è il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Cosa cambia? Scopriamo tutte le possibili novità sull’argomento.

Congedi parentali Covid al 50% con i figli in quarantena, arriva la proroga al 31 marzo 2022

Da ormai due anni gli italiani sono abituati ai repentini cambiamenti e misure preventive esercitate dallo Stato per contenere la crisi pandemica. In queste modificazioni rientrano nuove disposizioni atte ad arginare il Covid e la divulgazione dei contagi tra la popolazione.

Il decreto legge del 13 marzo 2021 n° 30 convertito nella L. n°61/2021, approvato dal Consiglio dei Ministri proroga al 31 marzo 2022 anche i congedi parentali a causa Covid per tutti quei genitori che hanno figli in quarantena. L’aggiornamento alla proroga è avvenuto a seguito dello slittamento dello stato d’emergenza che passa dal 31 dicembre a fine marzo.

I congedi parentali così come lo smart working per i lavoratori ritenuti “fragili” verrano dunque prolungati. Mentre, come si legge sull’ANSA, le patologie verranno individuate con un decreto ministeriale, “da adottare entro 30 giorni“.

Congedo parentale Covid 2021: smart working o 50% d'indennità

Congedo parentale per figli in quarantena, Dad o malati

Ricordiamo che D.L. n° 30/2021 prevede che il genitore lavoratore, nel caso in cui non possa svolgere la prestazione lavorativa in smart working, in alternativa all’altro genitore, può richiedere dal 15 marzo scorso il congedo parentale per diverse situazioni familiari:

  • figlio convivente minore di anni 16 che svolge la DAD;
  • intera durata dell’infezione da Covid del figlio;
  • intera durata della quarantena del figlio disposta dell’Asl.

Inoltre, in caso di figli minori di 14 anni, il bonus è rimborsato dall’Inps nella misura del 50% della retribuzione e si ha diritto alla contribuzione figurativa. Mentre, nel caso di figli di età compresa fra i 14 e i 16 anni, lo stesso congedo parentale non verrà indennizzato così come non è prevista la contribuzione figurativa.

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