Quando la coordinazione tra la respirazione e la deglutizione manca o non avviene correttamente, può succedere che il cibo ingerito o altro materiale estraneo finiscano nelle vie aeree, causando una patologia nota come polmonite ab ingestis.

Ne abbiamo parlato con il Dottor Paolo Tagliabue, specialista in pediatria e neonatologia.

Polmonite ab ingestis: cosa significa?

Come prima cosa, il Dottor Tagliabue ci spiega a cosa si deve il nome di questa patologia e di cosa si tratta:

La polmonite ab ingestis non è nient’altro che una polmonite secondaria all’ingestione di cibo, o altro materiale, che per errore viene aspirato nelle vie aeree. E da qui il nome.

Cause della polmonite ab ingestis

Chiediamo quindi al dottore quali sono le cause che determinano questo tipo di polmonite:

Solitamente, si tratta di una polmonite di origine batterica: il cibo che viene ingerito e aspirato dal neonato, oppure altri oggetti come piccoli pezzi di plastica che il bambino può inalare o portare alla bocca, possono finire nelle vie aeree e determinare un’infezione dovuta alla presenza di corpi estranei.

Polmonite ab ingestis nel neonato: i sintomi

Quali sono i sintomi tipici della polmonite ab ingestis nel neonato?

Non sono sintomi tanto diversi da quelli di una qualsiasi altra polmonite. Il neonato presenta tosse, febbre e difficoltà respiratorie. Quello che però bisogna sottolineare è che questo tipo di polmonite difficilmente colpisce un individuo sano. Esistono normalmente dei meccanismi, come il riflesso della tosse, che si oppongono all’inalazione accidentale di oggetti.

Come si distingue allora da una polmonite con diversa causa?

La sintomatologia è sovrapponibile. Quello che si può fare è valutare complessivamente il soggetto: se si tratta di un neonato prematuro, che ha frequenti rigurgiti e difficoltà respiratorie dopo l’ingestione di liquidi, si può pensare che parte di questi liquidi siano finiti nelle vie respiratorie, causando la polmonite ab ingestis. Se invece è stato inalato un corpo estraneo diverso dal cibo o da un liquido, lo si può sospettare dalla presenza di una particolare tosse abbaiante, e confermare tramite radiografia, se si tratta di un oggetto metallico, o tramite broncoscopia, se invece è materiale di altro tipo. E sempre mediante broncoscopia si procede alla rimozione dello stesso.

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Polmonite ab ingestis: terapia

Qual è il trattamento previsto per questo tipo di polmonite?

Trattandosi di una polmonite quasi sempre di origine batterica, la terapia è antibiotica e, generalmente, dura una decina o una quindicina di giorni. Non richiede necessariamente il ricovero in ospedale, dipende dalla gravità dell’infezione. Si cerca inoltre di aiutare il bambino a non avere più frequenti rigurgiti, consigliando posture appropriate.  Se la polmonite ab ingestis è legata a un reflusso gastro-esofageo grave si può anche arrivare alla risoluzione chirurgica.

Rischi e conseguenze della polmonite ab ingestis

Ci sono dei fattori di rischio?

Sì, come dicevamo, la prematurità è un primo fattore di rischio. Nei neonati prematuri il meccanismo di coordinazione tra la respirazione e la deglutizione può non essere efficiente e determinare l’inalazione accidentale di corpi estranei nelle vie aeree. Stessa cosa può verificarsi nei bambini affetti da malattie neurologiche.

Il Dottor Tagliabue ci spiega anche che questa patologia non presenta particolari conseguenze a lungo termine.

Polmonite ab ingestis: come prevenirla

Chiediamo infine al Dottore cosa si può fare per prevenire la comparsa della malattia:

In generale, l’unica vera prevenzione è quella di evitare che i bimbi giochino con piccoli pezzi di plastica, legno o metallo: potrebbero metterli in bocca e aspirarli. Se parliamo invece di prevenzione in soggetti che sono affetti da malattie neurologiche o in neonati prematuri, può essere efficace l’utilizzo di sistemi di alimentazione artificiale per sondino, che dal naso o dalla bocca scende direttamente nello stomaco.

Nei casi particolarmente gravi, la creazione chirurgica di una gastrostomia, cioè di un’apertura artificiale della parete addominale a livello dello stomaco, consente di nutrire il piccolo senza attivare la deglutizione.

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