Preeclampsia (o gestosi): cause, sintomi e cura - GravidanzaOnLine

Preeclampsia (gestosi): sintomi, diagnosi e rischi per la gravidanza

La preeclampsia è una grave complicanza della gravidanza che interessa sia la madre che il feto ed è la principale causa di parto prematuro. Tra i sintomi con cui si presenta ci sono proteinuria, edema e ipertensione.

La preeclampsia è una sindrome che insorge solo durante la gravidanza e per questo è detta anche gestosi, e colpisce sia la madre che il feto. Può compromettere la salute materna e fetale ed è la prima causa di parto prematuro e di conseguente morbilità e mortalità neonatale.

La preeclampsia può svilupparsi a partire dalla 20^ settimana di gravidanza fino a 48 ore dopo il parto. Nella maggior parte dei casi compare dopo la 24^ settimana, e comunque verso la fine della gestazione.

Cos’è la preeclampsia?

Si tratta di un disturbo che interessa la placenta e si manifesta con la presenza di proteine nelle urine (detta proteinuria), edema (cioè accumulo di liquidi) e ipertensione (aumento della pressione del sangue materno). Si manifesta in circa 3-5 gravidanze su 100 e colpisce più frequentemente le donne alla prima gravidanza.

La patologia si può diagnosticare tramite i normali esami delle urine a cui si sottopone la donna in gravidanza, che evidenziano il problema quando la presenza di proteine è pari o superiore ai 300 mg/litro, e il monitoraggio della pressione arteriosa, che in caso di gestosi supera 140 di massima e 90 di minima.

Non presenta solitamente altri sintomi specifici, per questo motivo può essere più difficile riconoscerla. In presenza di preeclampsia il feto si sviluppa con maggiore difficoltà, poiché non riesce ad ottenere dalla placenta i nutrimenti di cui ha bisogno per crescere correttamente.

Preeclampsia: le cause

Sono varie le condizioni che si associano a un aumentato rischio di sviluppare la gestosi. In particolare, alcune delle cause della preclampsia sono:

  • diabete
  • pressione alta (ipertensione)
  • malattie renali
  • sindrome da anticorpi fosfolipidi
  • sovrappeso o obesità
  • età materna (oltre i 40 anni)
  • familiarità con la preeclampsia
  • gravidanza gemellare

Le donne che hanno già sofferto di preeclampsia in gravidanze precedenti hanno poi maggiori probabilità di soffrirne anche nelle gestazioni successive.

Per individuarla, dal momento che un leggero innalzamento dei valori delle proteine nelle urine può essere normale durante la gravidanza, si considera come valore limite quello di 290 mg/l. Il monitoraggio combinato delle urine e della pressione arteriosa diventa perciò fondamentale per riconoscere la presenza della preeclampsia.

Sintomi e diagnosi della preeclampsia

La preeclampsia può presentarsi con alcuni sintomi più o meno riconoscibili, che spesso tuttavia possono essere confusi con i normali cambiamenti della gravidanza. In alcuni casi è invece asintomatica. Il sito della Fondazione preeclampsia di Melbourne spiega:

Si parla spesso di killer silenzioso poiché molte persone non possono avvertire la pressione salire. In conseguenza di ciò, la consapevolezza delle pazienti dei segnali di allarme è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per aiutare con successo le donne a ricevere le cure di cui hanno bisogno.

Per identificare tempestivamente la presenza della preeclampsia la Fondazione raccomanda soprattutto di non mancare gli appuntamenti con il ginecologo:

Tenere monitorato il peso, controllare la pressione del sangue e analizzare le urine alla ricerca delle proteine, ciascuno di questi momenti è importante per individuare la preeclampsia e dovrebbe essere fatto ad ogni visita prenatale. Non abbiate timore di chiedere chiarimenti al vostro medico se qualcuno di questi test non viene effettuato.

Oltre ai segnali di allarme dati dalle analisi mediche anche alcuni sintomi fisici possono contribuire a far pensare alla presenza della patologia:

  • mal di testa
  • problemi di vista (visione offuscata, lampi)
  • nausea e vomito
  • gonfiore
  • dolori addominali e intercostali
  • dolori alla zona lombare
  • improvviso aumento di peso (più di 5 kg in una settimana)
  • respiro corto
  • affaticamento
  • tremore
  • dolorabilità al fegato

La maggior parte di questi sintomi sono fisiologici durante la gravidanza, per questo è fondamentale il consulto medico per individuare la presenza o meno della patologia.

Terapia per la preeclampsia

Poiché non esistono farmaci in grado di curarla, la preeclampsia è risolvibile unicamente con il parto. L’obiettivo del medico è gestire la patologia materna, concedendo contemporaneamente al feto il tempo necessario per maturare e svilupparsi.

La prognosi dipende dalla fase della gestazione in cui il disturbo si manifesta: se la patologia si manifesta a gravidanza inoltrata il suo esito è migliore rispetto a un’insorgenza precoce, per la possibilità di indurre il parto con minori rischi per la madre e il nascituro.

Prevenzione della preeclampsia

Dal momento che non è chiaro quali siano le cause definitive che portano a sviluppare la preeclampsia, anche la prevenzione non risulta del tutto efficace. È però opportuno tenere sempre presente i fattori di rischio per poter monitorare con attenzione la gravidanza, soprattutto nel corso del primo trimestre.

Come riporta l’Istituto superiore di Sanità, non sono stati riscontrati effettivi benefici per prevenire la preeclampsia dalla riduzione dell’apporto di sale nella dieta, né dalla limitazione delle calorie o dall’assunzione di integratori vitaminici.

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  • Patologie in gravidanza